Casting, shooting … MISSING! Va di moda il liberismo di stampa!

Lutto nel mondo del giornalismo: scomparsi gli articoli sullo scandalo delle modelle!

Sgomento e costernazione per le conseguenze dell'inchiesta televisiva che ha messo in subbuglio il mondo della moda. Già immaginavamo le pruriginose immagini delle indagini interne che i solerti ragazzi dell'agenzia Elite ci avevano promesso pregustando telecamere nascoste negli slip di Naomi Campbell che riuscissero a mostrarci l'unica cosa di lei che ancora potrebbe solleticare i nostri sensi (la sua ecografia) e invece niente! Sparito tutto!

Ricostruiamo le tappe degli sconvolgenti eventi che hanno portato ad una conclusione così drammatica.

Un video choc realizzato con i potenti mezzi della BBC e di chissà quale altro sponsor (traditori!) ha permesso a due delatori di giornalisti inglesi (vergogna!) di svegliare dal torpore l'ingenuo e ignaro telespettatore italiano mostrandogli che il mondo delle modelle è un ricettacolo di droga e prostituzione.

"Ebbene sì: è vero! Ma anche gli altri ambienti lo sono" - sono allora insorti gli addetti ai lavori - "Come al solito noi abbiamo semplicemente anticipato le tendenze!"

Certo: i metalmeccanici pippano come formichieri, le segretarie la danno via al primo ricco straniero che passa, i pasticceri miscelano le giuste polveri bianche e il PIL decolla in un clima di euforica agitazione! Che abbiano ragione? D'altronde si sa che sono gli operai a morire di ecstasy e i figli di papà a vendergliela per comprarsi il Rolex. E poi…

Calma, calma… piano, fermiamoci qui: secondo voi, nell'anno Derggiubbileo, si può tollerare che l'Italia appaia agli occhi del mondo come la Sodoma e Gomorra della globalizzazione?

Nemmeno per idea! Forza! Fase uno della strategia di difesa.

Patron Beppe il Modenese (la maitresse del made in Italy - mica balle! - è il presidente della camera della moda!), il Dolce Sindaco, Gabbano Albertini ("la mutanda 'gnor no, 'gnor no!") e Letizio Casto Formigoni (sempre sia lodato!) si uniscono in un gospel da trance mistica.

"E' tutto un complotto!" ….è il ritornello.

"Giornalismo scandalistico! Un'operazione falsa e vigliacca!"…battito di mani invocante la Carrà che intervista Vitalone!

"Chè si fanno vedere certe cose in televisione?"… delirio inneggiante al giornalismo verità di "Porta a Porta"!

"A New York, a Parigi e a Londra credete che non succeda niente di tutto questo?" … mezzo gaudio da mal comune: cosa conta una verità in confronto a mille bugie?

"E' tutta un'operazione per screditare Milano!" …balletto ipnotico del sindaco in boxer e ciabatte!

Ma attenzione: primo colpo si scena! Non funziona!

Purtroppo per loro il popolo bue crede alle modelle vacche. Più son belle e più son zoccole: è un teorema matematico. E sennò che gusto c'è! Va bene che l'occhio vuole la sua parte, ma l'immaginazione vuole l'altra.

Giusto! E allora strategia di riserva: fase due. Se non serve il coro delle voci bianche funzionerà il silenzio!

Chè Andreotti ha mai querelato qualcuno? No, e allora funziona.

Ignorare, non parlarne, zitti zitti, quatti quatti.

Fuga… all'inglese, appunto.

Occorre solo tenere a bada quei giornalisti che non aspettano altro che qualche notizia pruriginosa per buttarcisi a pesce (anacronistici!) oppure quei loro sciagurati colleghi che pensano di indagare per arrivare alla verità (poveri illusi!). Ma sarà mica un problema questo: è sufficiente minacciare di non comprare spazi pubblicitari per controllare l'informazione! Si sa che ormai le vendite e la tiratura contano solo per "Cuore", gli altri giornali vivono di pubblicità! Qualche telefonata agli editori giusti ed è fatta. Nei quotidiani provinciali, regionali ed interregionali le entrate da pubblicità ingrassano il 50% del fatturato, in quelli nazionali il 65%, in quelli politici il 75%, nei periodici il 70%, in Rai il 65%, nei tre canali Mediaset il 100%.

E quindi basta un bel ricatto: silenzio in cambio di pubblicità.

Scompare la libertà di stampa e nasce il liberismo di stampa… che va molto di moda!

E poi…sinceramente… a voi piacerebbe un etto, un etto e mezzo di rivista invece del solito mezzo chilo ("lascio?") che vi portate via dall'edicola? Per lo stesso prezzo poi?

Non conviene! A nessuno!

Attenti all'avvertimento dunque…advertising!…un piccolo compromesso e i grandi editori gongoleranno per l'ingrassamento delle loro bulimiche testate destinate ad ingollare e poi a vomitare schifezze sempre più grosse mentre il bravo cronista poserà tranquillamente i piedi sulla scrivania perché così potrà avere il suo stipendio.

Basta poco, anzi basta niente.

Niente più articoli, niente più scandali. Niente più video choc, niente più nomi. Niente più inchieste, niente più cocaina nè prostituzione.

Due piccioni con due fave di giornalisti inglesi: il giubileo del made in Italy.

Rosy Bindi potrà sfilare per Armani, veli e tonache riempiranno gli show room, la Pivetti salirà in passerella vestita di un solo rosario e Moschino disegnerà le nuove mitrie dei cardinali.

Nuntio vobis gaudium magnum…habemus modam!

Però silenzio…si fa nera!

Che va molto quest'anno e ci sta pure bene per il funerale del giornalismo.

Leonardo Brogioni