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fotografia, fotogiornalismo, giornalismo, mass media

26 aprile 2006

Clima da "de profundis" per le piccole e medie agenzie di fotogiornalismo [via GSGIV]

Da Amedeo Vergani, presidente del Gruppo di specializzazione Giornalisti dell'Informazione Visiva dell'Associazione Lombarda Giornalisti, ricevo e pubblico questo interessantissimo messaggio.

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Dal Gadef un'analisi che non lascia speranze

CLIMA DA "DE PROFUNDIS"
PER LE PICCOLE E MEDIE
AGENZIE DI FOTOGIORNALISMO

Clima da autentico "de profundis" anche per le piccole e medie agenzie che
in Italia si occupano di fotogiornalismo. Così sicuramente secondo Pino
Granata, titolare dell'omonima agenzia e vice presidente del Gruppo Agenzie
Distributori e Fotografi di Milano, organismo che, all'inizio degli anni
'80, aveva determinato per il giornalismo fotografico italiano un importante
salto di qualità nelle regole di rapporto con gli editori in particolare
sul fronte delle tariffe per la pubblicazione di foto e per le prestazioni
professionali.
" Il nostro lavoro è ormai alla fine e questo credo che pochi possano
negarlo. Alla fine per ragioni oggettive ed internazionali ed anche perchè
così certe agenzie ed editori hanno voluto - ha affermato Granata in una
presa di posizione interna al Gadef rilanciata dal periodico "Tribuna
Stampa", organo dell'omonima corrente sindacale dell'Alg che raggruppa
esclusivamente pubblicisti.
"Le ragioni internazionali - ha spiegato Granata - sono il fatto che ci sono
alcune agenzie (Getty, Corbis ed altre) che ormai controllano l'80% del
mercato e fanno quindi il bello e il cattivo tempo. Per esempio, queste
agenzie offrono agli editori ed ai pubblicitari l'accesso a centinaia di
migliaia di immagini di cui possono fare ogni uso per una cifra
d'abbonamento risibile, tipo 400 Euro mensili. Poi c'è il royalty free che
permette di acquistare libere da diritti un migliaio di immagini di buona
qualità a 3 o 400 euro. Capite che a questo punto non c'è più concorrenza ed
il nostro dibattere sui rapporti tra fotografi ed agenzie diventa risibile.
D'altra parte anche noi ce l'abbiamo messa tutta per trovarci nella
situazione in cui ci troviamo.Giulia Carrese e pochi altri sono testimoni di
quanto abbiamo fatto per tenere in vita il Gadef e del muro di gomma che
abbiamo trovato e del disinteresse che c'è stato".
Granata lancia poi un preciso "j'accuse" nei confronti delle principali
agenzie fotografiche che rilanciano sul mercato italiano produzioni
fotogiornalistiche straniere. "Il Gadef , finché le grandi agenzie come
Grazia Neri, Contrasto, Olympia, etc. lo hanno sorretto, ha svolto
magnificamente il suo compito, poi, ad un certo punto, le agenzie suddette
ed anche altre, per motivi che vanno da interessi di gruppo a semplici
ripicche, hanno fatto volontariamente decadere il ruolo di quella
formidabile macchina da guerra che era il Gadef".
"E' ormai troppo tardi per salvare il salvabile?" si chiede, concludendo,
Granata . "Io credo di si" è la sua risposta.

Amedeo Vergani, presidente Gsgiv dell'Alg

Milano, 23 aprile 2006

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