Dal 9 giugno al 14 settembre 2006
Appunti per una storia della fotografia al femminile
Brescia, MUSEO DI SANTA GIULIA, Via Dei Musei 81/b, info: +39 0302977834
Orario: da martedì a domenica dalle ore 10 alle 18 - lunedì chiuso (possono variare, verificare sempre via telefono)
Curatori: Ken Damy, Giuliana Scimè, Mario Trevisan
La II edizione della Biennale Internazionale della Fotografia di Brescia ha per titolo ‘Appunti per una storia della fotografia al femminile’, ed è dedicata a quelle donne che hanno lasciato, e continuano a lasciare, impronte indelebili nell’evoluzione della fotografia come arte autonoma.
Oltre cinquecento immagini, selezionate per il Museo Santa Giulia, che provengono dal mondo intero per far conoscere al pubblico opere d’arte autentiche – non mortificanti copie contemporanee – delle autrici più significative: dalla pioniera Julia Margaret Cameron, che a metà Ottocento produsse ritratti di intensa bellezza, alla giovane cinese Cui Xiuwen e alla giapponese Shinako Sato, fra le più interessanti proposte contemporanee. Il percorso, assai complesso, tocca i punti focali dei generi in fotografia e attraversa le diverse culture d’Europa e Americhe: il fotogiornalismo con le maestre americane Berenice Abbott, attenta anche alla sperimentazione, e Margaret Bourke White, entrate a pieno diritto nel Gotha dei grandi, assieme a Dorothea Lange; e l’italiana Letizia Battaglia che, a colpi di riprese, ha combattuto la lotta contro la mafia e le sperequazioni sociali in Sicilia. Altre, invece, hanno osservato l’universo personale come Francesca Woodman o Sally Mann. Cindy Sherman e Orlan da sempre sono i soggetti stessi delle loro opere: autoritratti in continue diverse personificazioni, e prima di loro la surrealista Claude Cahun. La moda, la moda è donna e in duplice valenza: Lillian Bassman e Louise Dahl-Wolf, protagoniste delle riviste patinate, Deborah Turbeville, Sarah Moon. L’erotismo e l’estetica del corpo con Ruth Bernhard. E le punte avanzate della sperimentazione che vengono da assai lontano, dalla Bauhaus con Lucia Moholy e Toni von Haken, per investire la contemporaneità con Eleonor Antin e Shirin Neshat, la prima americana e la seconda iraniana. Le frontiere non esistono, nemmeno i confini alla creatività. La mostra è un ‘giro del mondo’ della fotografia a bordo della macchina del tempo, dal 1860 alle ricerche contemporanee.
Etichette: appuntamenti, visioni