fotografia, fotogiornalismo, giornalismo, mass media
Il "Gazzettino" del 12 maggio ha pubblicato in prima pagina la foto di un bimbo morto, vestito come se fosse vivo, sulla base, questa la versione del giornale, di una richiesta avanzata dalla nonna del bambino (“bambino mai nato”, estratto dal ventre della madre assassinata dal convivente). Quella foto è stata poi ripresa dagli altri giornali. Il Consiglio ritiene che la pubblicazione di quella foto, con il contenuto di dolore e di orrore che si porta dietro, abbia forza tale da turbare e offendere il comune sentimento della morale.
Secondo il Consiglio, va affermato il principio secondo il quale la pubblicazione della foto di Hevan “offende i lettori, ma soprattutto la dignità di quel bambino” e che “la dignità di un cadavere non è nella disponibilità dei familiari". Luigi Bacialli porta intera la responsabilità della scelta operata. Gli altri direttori e Renato Farina, invece, sviluppando un dibattito sulla foto/notizia, hanno agito nella consapevolezza di esercitare un diritto, quello di informazione e di critica.
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