Qualche giorno fa ho postato su questo blog un'immagine di Mastrogiacomo - messa a disposizione e scaricata da Repubblica.it - contenente un appello in arabo e un collegamento ad una pagina del quotidiano on line che ne chiedeva la liberazione in quanto giornalista. A commento di
questo post (che non aveva testo) "Silpre" - un anonimo visitatore di queste pagine - ha detto il 22 marzo, 2007 alle 17:59 (riporto integralmente il suo commento così non fate la fatica di andarlo a cercare) ...
Trovo strano che nessun giornale, nessun TG, nessun esponente politico abbia condannato l'operato a rischio di Mastrogiacomo,(che, tra l'altro ha portato all'assassinio del suo autista). Così come non capisco perchè il governo non emetta un dichiarazione dove dice che non interverrà più per salvare chi vuole a tutti i costi e per qualsiasi motivo recarsi nei paesi a rischio. Chi lo fa, lo fa a proprio rischio e pericolo.
La professione di giornalista prevede il dovere di andare a cercare e verificare le notizie di persona, senza che lo facciano agenzie di stampa o stringer locali: solo questo atteggiamento consente di avere un'informazione libera e puntuale, ovvero permette al lettore di avere notizie e commenti che siano utili alla formazione di opinioni personali e di conseguenza ad un cosciente e - anche qui - doveroso esercizio dei suoi diritti di cittadino. Chiedere ad un giornalista di non andare in luoghi pericolosi è come chiedere ad un pompiere di stare lontano dalle fiamme.
Se invece l'intervento di Silpre sottintende la non opportunità di salvare una vita per cause di forza maggiore o per interessi superiori (l'interesse o l'incolumità di una nazione o dei suoi appartenenti, anche in territorio straniero) allora se ne può discutere, ma esaminando caso per caso, momento per momento, e non con discorsi qualunquisti.
Personalmente sono molto felice che Daniele sia tornato sano e salvo e sono convinto che il terrorismo non sia stato incentivato dalla liberazione di qualche prigioniero. Se ci saranno ulteriori decisioni sul piano politico, dovute alle scelte compiute dal governo italiano per la liberazione di Mastrogiacomo, esse non potranno prescindere dalla consapevolezza di avere a che fare con uno stato di cose creato da paesi occidentali che vogliono conservare i propri privilegi sul resto del mondo. La situazione afghana dipende dalla presenza occidentale in quel paese e non viceversa.
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Quando verrà un giornalista afgano in Italia, verrà rapito da Cosa Nostra e si chiederà la liberazione di 5 ergastolani in cambio del malcapitato, e quando il nostro governo li libererà, mi piacerebbe che tu scrivessi le stesse cose che leggo ora.
5 terroristi non influiscono sulla guerra al terrore... E' colpa nostra se questi segregano le loro donne... E' colpa nostra se hanno distrutto i Buddha millenari... E' colpa nostra se non si poteva nemmeno andare al cinema... E' tutta colpa di questi stupidi Occidentali; e poi è colpa dei Sovietici che li invasero nell'89; è colpa degli Inglesi che tentarono di invaderli nell'800. E' colpa, ma non lo diciamo a nessuno, di Alessandro Magno e dei Macedoni che pur si spinsero fino all'Indo.
In un certo senso, se questi mozzano teste di autisti, se uccidono donne come Maria Grazia Cutuli, se ospitano terroristi come Bin Laden è colpa del mondo Occidentale.
Ridicolo. Come dire che Unabomber nel Nordest è colpa della dominazione Austro-Ungarica che ha lasciato ferite ancora sanguinanti nel NordEst.