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fotografia, fotogiornalismo, giornalismo, mass media

29 giugno 2007

L'usura sulle foto

Come già scritto su questo blog (qui e qui), i quotidiani statunitensi stanno investendo sempre di più sul web: hanno infatti capito che offrire prodotti giornalistici progettati e realizzati per il proprio sito consente loro di attirare lettori sul quotidiano cartaceo, attirare inserzionisti grazie alle loro edizioni on line e proporre nuovi modi di informare i cittadini.

I quotidiani italiani stanno sperimentando in questi mesi un atteggiamento simile (certo, privilegiando il video alla fotografia, ma questa è un'altra storia).

Ad esempio il quotidiano La Repubblica ha recentemente pubblicato su carta una bella inchiesta sull'usura in due puntate firmata da Attilio Bolzoni e Francesco Viviano (apparsa il 26 e il 27 Giugno). La mattina in cui è stata pubblicata sul quotidiano cartaceo la prima puntata dell'inchiesta, sul sito RepubblicaTV è stato inserito un video che ne approfondiva i temi e che, come sottinteso dall'articolo scritto, mostrava le riprese effettuate con una telecamera nascosta dai due giornalisti.
In effetti l'operazione ha funzionato perchè sono riusciti a far passare almeno un lettore sul sito: infatti la prima cosa che io ho fatto dopo aver letto l'articolo sul giornale è stata andare a vedere il filmato.

L'approfondimento c'era e pure un'anticipazione di quelli che sarebbero stati i temi della puntata successiva dell'inchiesta: il momento clou del filmato era un'intervista a Mario, un imprenditore
vittima di usurai senza scrupoli, che raccontava la sua drammatica esperienza inquadrato di spalle e con la voce alterata per evitare un riconoscimento che sarebbe stato pericoloso per la sua incolumità.

Il giorno dopo ho acquistato La Repubblica per leggere la seconda parte dell'inchiesta: sulle due pagine ad essa dedicate, accanto al racconto di temi e interviste già conosciute grazie al video, stava una grande fotografia, il cui soggetto principale era un uomo con il volto pixelato per evitarne il riconoscimento.
Avendo visto il video dell'inchiesta il giorno precedente, ho subito identificato quella foto come un frame del momento clou del filmato e ho subito riconosciuto anche il soggetto principale: si trattava del giornalista Attilio Bolzoni, che nel video appariva però a volto scoperto e senza
pixelatura.

Subito mi sono domandato il perchè di quella scelta, ovvero il perchè della decisione di rendere irriconoscibile il volto del giornalista: se infatti il problema era quello dell'incolumità di Bolzoni (in
quanto giornalista che è andato a toccare temi scottanti coinvolgendo personaggi senza scrupoli) allora non si doveva mostrarlo a volto scoperto, al mondo intero, nel video pubblicato sul sito e nel seguente dibattito in studio sempre visibile su RepubblicaTV.
Non riuscivo a capire. Poi ho letto la didascalia, che recitava:
"Accanto, Mario, imprenditore edile romano di Centocelle che racconta nel filmato il suo lungo calvario dopo aver chiesto il prestito di qualche milione di vecchie lire. (...)"
Tutto si è chiarito: quello che il giornale voleva farci credere essere Mario, in realtà era il giornalista, mentre quello che nella foto poteva sembrare un giornalista, di spalle, in realtà era Mario.
Insomma la didascalia ci fa pensare che il volto pixelato sia quello dell'imprenditore vittima degli usurai, ma chi ha visto il video dell'inchiesta sa che quello è il giornalista Attilo Bolzoni e che
Mario, l'imprenditore, è la persona ripresa di spalle.

Un'operazione in cui è difficile non pensare al dolo: qualcuno si è preso la briga di pixelare il volto del giornalista pur di far credere al lettore di essere davanti alla vittima, facendo apparire una persona per un'altra, con un lavoro a photoshop fatto apposta per il giornale.

Ho provato a pensare all'ipotesi di un impaginatore intento a proteggere un giornalista da ritorsioni, ma la mancata conoscenza di Bolzoni o del video con la sua faccia in bella mostra non sono riuscito a non considerarla una mancanza di professionalità.

Insomma un'ottima inchiesta sull'usura si è conclusa con un inganno nei confronti del lettore. Peccato.

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|| Leo Brogioni, 22:37

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