LeoBrogioni blog

fotografia, fotogiornalismo, giornalismo, mass media

30 ottobre 2005

Il giornalista quasi perfetto deve:

Se riuscite a leggere questa lista senza sentire un brivido lungo la schiena, forse il giornalismo non fa per voi.

da "Il giornalista quasi perfetto" di David Randall, Editori Laterza, € 12,00 (i dodici euro meglio spesi dall'entrata in vigore della moneta unica!)

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|| Leo Brogioni, 22:20 || link || (2) commenti || ||

Bibliografia aggiornata sul fotogiornalismo

Ecco una bibliografia aggiornata su fotogiornalismo e mass media (è quella che consiglio ai miei allievi dello IED)


Classici (che si presume siano già stati letti)
  • Zannier, I. - Storia della fotografia italiana - Bari, 1996
  • Barthes, R. - La camera chiara - Torino, 1980
  • Gilardi, A. - Storia sociale della fotografia - Milano, 1976
  • Sontag, S. - Sulla fotografia - Torino, 1976
  • Freund, G.Fotografia e società – Torino, 1976
  • Keim, J-A.Breve storia della fotografia – Torino, 1976
  • Benjamin, W. - L’opera d’arte nell’epoca della sua riproducibilità tecnica - Torino, 1966

Gli interessati possono trovare ulteriori indicazioni bibliografiche alla pagina web fotoinfo.net/bibliografia

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|| Leo Brogioni, 22:04 || link || (0) commenti || ||

24 ottobre 2005

Labiale

Oggi in tv su RaiTre Sport ho visto il calciatore Gattuso, schizzato come un ossesso, che esultava dopo un gol, correndo per tutto il campo e urlando a squarciagola. Cosa avesse da urlare lo si può solo immaginare perchè la bocca del giocatore era stata opportunamente pixelata per impedire la lettura del labiale. L'unico caso di censura visiva della sola bocca è avvenuto la sola volta che Gattuso è riuscito ad esprimersi in maniera corretta e perfettamente comprensibile: altro che bestemmie.

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|| Leo Brogioni, 21:32 || link || (0) commenti || ||

fotoinfo/osservatorio terremoto Pakistan

Nuovo interessante osservatorio pubblicato su Fotografia&Informazione: La scala Richter e la legge di McLurg di Francesca Micheletti è un confronto tra i quotidiani italiani e quelli stranieri sulla copertura fotografica e giornalistica del recente terremoto in Pakistan. Ovviamente ne usciamo con le ossa rotte. Da leggere.


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|| Leo Brogioni, 11:18 || link || (1) commenti || ||

22 ottobre 2005

CPT

Ancora giornalismo d'inchiesta alla ribalta. Dopo il reportage dell'ottimo Fabrizio Gatti (l'Espresso), che si è finto immigrato per entrare nel Centro di Permanenza Temporanea di Lampedusa, una troupe del bel programma "Così è la vita" (La7) ha affittato un appartamento posto davanti allo stesso Centro, dalle cui finestre i giornalisti Mauro Parissone e Roberto Burchielli hanno realizzato delle buone riprese tv.
Entrambi i lavori hanno portato alla luce situazioni inquietanti e hanno smascherato l'operazione di pulizia del CPT fatta in occasione della visita di alcuni parlamentari europei.
Ma la cosa più singolare la riporto da un articolo de il Manifesto di oggi:
"Il video nasconde anche una sorta di corto circuito del buon giornalismo. Un giorno gli operatori appostati alla finestra notano un immigrato che li fissa, ha una tuta bianca e la 'faccia da paraculo'. Temono di essere stati scoperti, pensano si tratti di uno di quegli immigrati in confidenza con polizia e carabinieri. In realtà era Fabrizio Gatti, il giornalista de l'espresso. Gatti fissa la casa perchè da quelle parti ha dato appuntamento al suo fotografo. Il giornalista e la troupe, infatti, erano all'oscuro l'uno degli altri. Ora i due lavori, messi insieme, dicono più di quanto si sia mai detto su Lampedusa. Per chi vuole vedere."

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|| Leo Brogioni, 23:46 || link || (0) commenti || ||

Manuale per blogger e cyber-dissidenti

Reporter Sans Frontieres ha appena pubblicato un agile manualetto per chi desidera fare informazione con i blog; è rivolto in special modo a coloro che operano in paesi in cui i media tradizionali sono censurati o sotto controllo, ma contiene notizie interessanti per tutti.
Per ora disponibile in in cinque lingue (inglese, francese, arabo, persiano e cinese), lo si può scaricare gratuitamente da qui. Un'ottima recensione la trovate cliccando qui.

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|| Leo Brogioni, 18:42 || link || (0) commenti || ||

21 ottobre 2005

'ndrangheta Match

Dopo l'omicidio di Francesco Fortugno, Paris Match dedica un ampio articolo alla Calabria e alla 'ndrangheta.
Bella la foto di apertura, realizzata da Bruno Bachelet: un ritratto posato di Agazio Loiero (presidente della regione) circondato dalla scorta fin sulla spiaggia.

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|| Leo Brogioni, 23:27 || link || (0) commenti || ||

Cover

L'associazione degli editori di periodici statunitensi ha scelto le più belle copertine di riviste americane degli ultimi quaranta anni. E infatti quaranta sono le prime pagine selezionate, con tanto di classifica finale.
In proposito Vittorio Zucconi su la Repubblica del 19 Ottobre scrive che "se una foto vale mille parole, una copertina vale mille pagine" e aggiunge che queste scelte sono "tutte dita negli occhi, sfide per costringere a fare ciò che più il consumatore detesta: la fatica di pensare".
A dir la verità io sto facendo i salti mortali per trovare periodici che mi facciano pensare e ancora non sono totalmente soddisfatto, quindi sto pensando che siano gli editori a detestare il pericolo che io possa mettermi a pensare.

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|| Leo Brogioni, 22:53 || link || (0) commenti || ||

18 ottobre 2005

Report

La puntata di Report trasmessa Domenica 16 Ottobre (su Rai Tre) ha fatto tre milioni di telespettatori circa. Era dedicata ai "Fazisti" (questo il titolo) e ha cercato di spiegare il come e il perchè certi personaggi come Ricucci, Coppola, Gnutti, Fazio, Fiorani, Caltagirone, Livolsi sono riusciti ad arrivare ai vertici della finanza italiana.
Norma Rangeri, sul Manifesto di oggi (Vespri, a pagina 19) dice che i tre milioni di telespettatori sono un'audience indicativa della fame di informazione che c'è in Italia.
Vero, non c'è nulla da fare: il giornalismo d'inchiesta fa audience!

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|| Leo Brogioni, 13:53 || link || (1) commenti || ||

17 ottobre 2005

Spari sulle Primarie

Francesco Fortugno, vice presidente del Consiglio Regionale della Calabria ed esponente della Margherita, è stato ucciso da un killer, domenica, all'interno di un seggio delle Primarie, nel centro di Locri.
L'avvocato Antonio Alvaro ha assistito all'omicidio e nella sua testimonianza, rilasciata al Corriere della Sera (oggi a pagina 11), dichiara:
"Ho visto arrivare un'autovettura. (...) dall'auto scende un individuo quasi mascherato, pistola in pugno. Si dirige verso l'androne del palazzo che ospita i seggi delle primarie. (...) Stavo per chiedere all'individuo mascherato: "Cosa ci fai vestito da Black Block?" Ma non ne ho avuto il tempo. Ho solo sentito gli spari."
Evidentemente in Calabria fa più impressione l'abbigliamento scuro di una pistola in pugno!

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|| Leo Brogioni, 15:50 || link || (0) commenti || ||

Metro delle Primarie

Complimenti a Metro, quotidiano nazionale a diffusione gratuita, che è riuscito a relegare la notizia sui 3 milioni (!!!) di elettori alle primarie dell'Unione in un mini trafiletto buttato in seconda pagina.
In prima, titolone sull'influenza aviaria (a proposito dello "stato di paura alimentato dai mezzi di informazione" di cui al post precedente) e due foto di Shevchenko (Milan) e Cambiasso (Inter) esultanti dopo i gol segnati domenica (è la nuova par condicio rosso-nera-azzurra): ci stavano meglio Prodi e Fassino ... con le stesse espressioni dei calciatori naturalmente.

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|| Leo Brogioni, 15:40 || link || (0) commenti || ||

Mezzocielo

Sull'ultimo numero di Internazionale, articolo (tratto e tradotto da Extradienst, settimanale austriaco) sulla rivista palermitana Mezzocielo: fondata dalla fotografa Letizia Battaglia, da 14 anni questo periodico "lotta con coraggio contro la mafia" grazie a cinquanta redattrici che lavorano gratuitamente. La direzione è recentemente passata a Giovanna Fiume (docente di Storia moderna presso la Facoltà di Scienze politiche dell'Università di Palermo), che ha dichiarato:
"Alla riunione di redazione (...) si è parlato anche della paura di una possibile catastrofe imminente, che si tratti del terrorismo, dell'influenza aviaria o di uno tsunami. Viviamo in uno stato di paura alimentato dai mezzi di informazione. Ci siamo domandate quali interessi potessero esserci dietro e abbiamo cercato di prendere posizione in modo concreto."
Le risposte non potranno non tenere conto della teoria dei fatti omnibus di Pierre Bourdieu ("Sulla Televisione", 1997) nè di quella delle notizie come racconto mitico di Michele Loporcaro ("Cattive Notizie", 2005): ma sono curioso di leggerle.
Tenete d'occhio queste "ragazze": sono brave!

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|| Leo Brogioni, 15:25 || link || (0) commenti || ||

15 ottobre 2005

War Porn

Oggi sul sempre interessante Alias (supplemento del Manifesto), c'è uno speciale sul NetPorn, che prende spunto da un convegno svoltosi sull'argomento ad Amsterdam, durante il quale - dice l'articolo - sono stati
"frequenti i riferimenti ad Abu Ghraib e al sottogenere War Porn, cortocircuito nerissimo tra guerra e desiderio in cui fantasie pornografiche, abusi criminali e patologie occidentali si confondono."
Conclude lo speciale di Alias un'intervista a Mark Dery, docente di giornalismo digitale alla New York University, il quale, ad una domanda sul caso delle foto scattate dai militari americani nel carcere di Abu Ghraib risponde:
"(...) la combinazione di sesso e violenza scorre nel profondo delle vene americane. Pensiamo a Dr. Strangelove di Kubrick che cattura meravigliosamente la terribile grandeur fallica dei missili nucleari, il puritanesimo parodico dei militari e la sublimazione della sessualità repressa in orge di distruzione sul campo di battaglia. (...) Pensiamo ai piloti della prima guerra del golfo che per pomparsi prima dei bombardamenti guardavano film porno. La collisione tra pornografia e patologia di Abu Ghraib torna perfettamente se calcolata in questo modo:
la repressione degli impulsi sessuali dell'America puritana +
il nostro feticismo nazionale per le armi +
la morale disintegrata di giovani reclute abbandonate nell'inferno iracheno =
patologie che fanno apparire Videodrome di David Cronenberg come un reality tv."
Manca un cenno alla civiltà dell'immagine, ma per il resto mi sembra ci sia tutto.
E poi ... ricordate? Alla fine di Agosto 2005 la notizia delle foto raccapriccianti realizzate da militari americani in Iraq scambiate con l'accesso ad un sito porno ha fatto il giro del mondo: War Porn per antonomasia.


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|| Leo Brogioni, 17:36 || link || (1) commenti || ||

13 ottobre 2005

Immigrazione a raggi X

Fa impressione l'immagine pubblicata da la Repubblica di oggi a pagina 27: è una foto ai raggi x di un camion al cui interno, in comparti segreti, sono stipati immigrati clandestini. La fotografia è stata realizzata dalla polizia britannica (Metropolitan Police) e distribuita dalla Reuters. Impressionante e drammatica, perchè - meglio di ogni altra immagine sull'immigrazione clandestina - testimonia come la volontà di fuggire da paesi poveri sia tanto forte quanto la volontà di preservare il benessere dei paesi ricchi. La disperazione spinge a comportamenti estremi che solo tecnologie estreme possono svelare: ma la lotta è impari e questa immagine mostra tutta la sua crudeltà. Potete vedere la foto sui siti della BBC, del Times e del Telegraph.

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|| Leo Brogioni, 14:35 || link || (4) commenti || ||

12 ottobre 2005

LAT a Bollate

Reportage del Los Angeles Times sul carcere di Bollate (Mi) : si possono vedere le foto solo previa registrazione gratuita (link sulla pagina dell'articolo, a destra in alto).
Bollate è preso come esempio di carcere ove un crescente numero di detenuti mussulmani vengono irretiti da compagni di cella (nonchè esponenti dell'integralismo islamico) e indirizzati sulla strada del terrorismo violento.
Se lo dice il LAT sarà vero.
Certo è che per conoscere la situazione negli istituti di pena italiani dobbiamo leggere i quotidiani americani, d'altro canto per sapere come stanno le cose a Guantanamo dobbiamo consultare i giornali europei.
Dice che si chiama globalizzazione. A me sembra la solita e diffusa pratica dei mass media occidentali per far pensare che i problemi stanno sempre altrove, lontani.

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|| Leo Brogioni, 11:23 || link || (0) commenti || ||

Katrina e la verità

E' un po' lungo, ma considerando che l'argomento meriterebbe un libro si può fare lo sforzo di leggerlo.

L'URAGANO KATRINA E LA VERITA'
Saccheggiatori e Fotografia
di Giorgio Giacobbi

tratto dal n. 10 del Notiziario della FotoClub La Gondola (è un link ad un documento pdf!)

I patiti di Internet avranno ben di che discutere in questi giorni. Si è acceso attraverso l'etere un acceso dibattito che ha coinvolto due intellettuali, docenti universitari negli U.S.A.: Mark Bernstein della Purdue University e Jan Boxill della Centro Parr del-l'Etica i quali, analizzando la tra-gedia di New Orleans e le fotografie trasmesse via Internet, si sono posti la domanda: "Un saccheggio può essere giustificato?".
Bernstein ha risposto si, nel caso di stato di necessità; La Boxill no, mai in nessun caso.
E le agenzie giornalistiche Associated Press e Agence France Press hanno trasmesso due foto, la prima che ritrae dei "colored men" mentre escono da un negozio di alimentari invaso dalle acque con dei sacchetti in mano e la didascalia recita: "autori di un saccheggio", la seconda che ci mostra dei bianchi in un supermarket con la dicitura: "hanno trovato del pane".
Le due immagini, scattate nei giorni del diluvio a New Orleans, alzano nuovamente il sipario sulla annosa questione di fondo: quale delle due immagini ci rappresenta la "verità"? Ovvero: quali persone, colored men o bianchi, hanno commesso il grave reato di saccheggio o, ancora meglio, quale delle due foto ci mostra il saccheggio, quella che ritrae i neri o quella che ci mostra i bianchi? E in qual modo possiamo noi stabilire la "verità" del fatto delittuoso? A mio avviso sono tutte domande che restano senza risposta.
Non è possibile giungere alla "verità" se non attraverso la testimonianza orale del fotografo che le ha scattate. In soccorso di Bernstein accorrono Jerry Lawson dell'Emerson College: "Anch'io se mi fossi trovato in quello stato di necessità avrei portato via dai negozi quanto mi serviva al momento per salvare la mia famiglia".
E Ann Althhouse giurista universitaria: "Quando è in pericolo la vita allora anche il saccheggio è giustificato".
Resta comunque isolata e tetragona la posizione della Boxill che con accenti di tono evengelico declama: "No! Il saccheggio, ovvero l'esproprio della proprietà privata, costituisce sempre un reato gravissimo!" Ma tralasciando queste considerazioni pur essenziali che riguardano l'etica del diritto, resta la questione "fotografie" che ci interessa più da vicino.
Infatti se si raffrontano le due foto partendo dal presupposto che siano state fatte a New Orleans nei giorni di quella apocalisse, non pare dubbio che quella della Associated Press (i colored men) evidenzia rispetto all'altra della Agence France Press (hanno trovato del pane) una tipica connotazione "razzista", se non altro perché se asportare del pane da un negozio disastrato ad opera di bianchi non costituisce "saccheggio", la ragione e la juxta lex ci dicono che ciò deve esserlo anche per la gente di colore. Anche il Washington Post ha pubblicato un articolo sul dramma della popolazione nera di New Orleans (e l'amico della Gondola Frank Van Riper potrà informarci più in dettaglio) costretta a vivere nei quartieri bassi della città in miseri abituri di legno, rimasta per giorni senza aiuti.
Ora noi sappiamo che la fotografia, per spiegarci ciò che rappresenta, deve essere accompagnata il più delle volte dalla scrittura.
Susan Sontag disse che la fotografia offre molti significati ma non risponde a molte domande.
Guidato dal suo saper vedere lontano il grande profeta Johann Wolfgang Goethe scrisse su "Contributi all'ottica" del 1791: "L'uomo vede ciò che vuol vedere e sapere". Fermo restando il giudizio sulla connotazione "razzista" che è resa più evidente proprio dalla contrapposizione delle due foto trasmesse, giudizio espresso anche dai media U.S.A. via Internet, dobbiamo arrenderci nel dire che non possiamo avere la certezza della"verità" storica" ossia della "autenticità" di una immagine fotografica.

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|| Leo Brogioni, 11:06 || link || (0) commenti || ||

07 ottobre 2005

Via Dolorosa

Via Dolorosa è il titolo dell'installazione di Mark Wallinger che è stata collocata stabilmente all'interno della cripta S. Carlo nel Duomo di Milano (sotto l'altare principale).
Si tratta di una video installazione di 18 minuti con al centro le ultime ore della vita del Cristo. Le immagini - tratte dal film "Gesù di Nazareth" di Franco Zeffirelli - vengono però cancellate del 90% lasciando in primo piano un rettangolo nero da cui affiorano solo frammenti di fotogrammi.
Oltre che la bellezza dell'opera colpisce l'operazione in sè. Il lavoro di Wallinger è stato infatti voluto dall'Arciprete del Duomo di Milano, Monsignor Luigi Manganini, il quale ha fatto un ragionamento molto semplice: come nel rinascimento la Chiesa commissionava opere pittoriche ai più grandi artisti dell'epoca, così deve avvenire oggi, tenendo conto del fatto che la disciplina artistica più rappresentativa del momento non è più la pittura ma l'installazione. L'illuminato monsignore si è così avvalso della consulenza di Artache per l'individuazione di un'esperienza artistica adatta al luogo sacro. Una mentalità aperta cui non eravamo abituati, specialmente da parte di rappresentanti del clero. Complimenti. Da vedere.
p.s.
e poi - diciamolo - a chi non è venuto in mente di oscurare un film di Zeffirelli? In questo caso l'operazione è pure servita per creare un'opera d'arte: che invidia!


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06 ottobre 2005

Corso per giornalisti finalizzato a conoscenza e prevenzione del rischio in zone di guerra

"Lo Stato Maggiore della Difesa organizza, su indicazione del Ministero della Difesa e d’intesa con la Federazione Nazionale della Stampa Italiana, un Corso di base per i giornalisti finalizzato alla conoscenza e prevenzione del rischio in zone di conflitto e guerra, con esercitazioni pratiche presso sedi della quattro Forze Armate. (...) Nella prima settimana presso il Comando Operativo Interforze (COI) si terranno sessioni informative sulla struttura delle Forze Armate e le norme e modalità delle missioni militari all’estero. Nella seconda settimana i partecipanti visiteranno sedi e svolgeranno esercitazioni, ciascuna della durata di un giorno, a cura di: Esercito italiano; Marina Militare; Aeronautica militare; Arma dei Carabinieri. (...) L’alloggio e il vitto, presso le strutture impegnate e secondo i regolamenti e i tariffari militari, saranno forniti dalle Forze Armate durante il periodo per chi ne farà richiesta." (dal comunicato FNSI)

Come scritto da Pennina in un articolo pubblicato su Il Barbiere della Sera
, "un corso di preparazione e di prevenzione del rischio sarebbe altamente consigliabile. Qualcosa che può aiutare se non a salvare la pelle (sempre in pericolo in zone di guerra) quantomeno a non correre rischi inutili o commettere grossolane ingenuità".

Io invece dico che queste esercitazioni sono spesso state utilizzate da governi e forze armate, non tanto per dare degli strumenti utili ai giornalisti, quanto per terrorizzarli: illustrando la pericolosità del "nemico" e delle sue armi si porta il giornalista ad affidarsi alla tutela dell'esercito che lo ha accreditato e spesso "ospitato".

Così facendo si consolida un rapporto di dipendenza tra operatori dell'informazione e militari, creando al tempo stesso una netta divisione tra "noi" (i buoni militari che ti proteggono) e "loro" (il nemico cattivo che ti attacca) che va a infrangere tutte le norme di etica e deontologia professionale, secondo le quali si dovrebbe mantenere un certo distacco tra coloro che forniscono informazioni e coloro che le riportano.

E' il problema dei giornalisti "embedded" ben indagato dal film di D. Schechter "WMD: weapons of mass deception" (è stato possibile acquistarlo come allegato al quotidiano l'Unità e andrebbe proiettato in tutte le scuole).
Sarà sufficiente la "supervisione" della FNSI per tutelare i giornalisti anche da questi pericoli?

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|| Leo Brogioni, 14:33 || link || (0) commenti || ||

Intro

Carissimi
con una discreta fatica sono riuscito a creare il mio blog all'interno del mio sito internet!

Un blog - abbreviazione di web log - è uno spazio aperto sulla Rete, creato per confrontarsi direttamente: il proprietario infatti (in questo caso io) può pubblicare le sue riflessioni, le sue fotografie, i suoi pensieri, e chiunque può commentare quello che viene scritto. Il tutto in modo molto semplice, cioè utilizzando l'usuale browser e non complicati programmi per la realizzazione di pagine web.

Si scrive e si commenta quando si desidera. L'immediatezza della pubblicazione dei miei contributi e dei vostri commenti non permette filtri preventivi. Quindi l'utilità del blog dipende dalla vostra partecipazione.

I pensieri che scrive il proprietario del blog, quindi i miei in questo caso, si chiamano post.
I commenti sono invece le risposte e le valutazioni dei lettori.
Nella homepage, in alto, vedi l'ultimo post che è stato pubblicato. Per lasciare il tuo contributo devi cliccare su "comments", scrivere e inviare.

Il blog è quindi uno strumento di libera espressione, una via di mezzo tra il forum di discussione e la homepage personale, che tiene traccia (log) degli interventi dei partecipanti.

Un'idea semplice ma efficace, contagiosa come un'epidemia: e infatti ci sono caduto anch'io.

Spero di leggervi numerosi.

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|| Leo Brogioni, 12:31 || link || (3) commenti || ||