LeoBrogioni blog

fotografia, fotogiornalismo, giornalismo, mass media

12 novembre 2005

Chiapas Photography Project

Riporto dal solito New York Times/la Repubblica di mercoledì 2 Novembre:
"La storia dei popoli indigeni del Messico è stata raccontata per lo più da altri. e dall'Ottocento in poi gran parte di questa storia è stata raccontata attraverso le fotografie. (...) Nel 1992, però, una piccola organizzazione del Chiapas, lo stato più povero del messico, ha iniziato a correggere questo squilibrio, fornendo alle popolazioni maya locali macchine fotografiche e le istruzioni di base su come usarle. (...) L'associazione Chiapas Photography Project è stata fondata da una suora nata in America, Carlota Duarte, (...) che è anche una fotografa professionista. Arrivata a San Cristobal la prima volta 25 anni fa come turista, le è venuta l'idea del progetto quando si è resa conto che quasi tutte le rappresentazioni dei popoli indigeni messicani erano state fatte da persone esterne al gruppo etnico. Questo la colpì e le sembrò "ingiusto", dice. (...) La Duarte mantiene in vita il progetto usando piccole sovvenzioni e donazioni di equipaggiamento. Man mano che si allargava, per fare le foto il gruppo si affidava a macchinette usa e getta, che avevano imparato a ricaricare e a riparare da soli. Adesso hanno diverse macchine fotografiche automatiche e digitali. (...) Dal 1994 il Chiapas Photography Project ha organizzato 11 esposizioni che hanno viaggiato fino a paesi lontani come l'Olanda, New York e la California, ltre che nelle varie città del Messico."

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|| Leo Brogioni, 15:56 || link || (3) commenti || ||

10 novembre 2005

morte e resurrezione del fotogiornalismo

Christian Caujolle su Le Monde Diplomatique, un articolo del marzo 2005 che mi sembra il caso di segnalare anche se di qualche mese fa.

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|| Leo Brogioni, 14:48 || link || (1) commenti || ||

09 novembre 2005

Ticket a Siena

Da La Repubblica del 7/11 (pagina 27):
"Scattare una o più fotografie dalla trecentesca Torre del Mangia di Siena costerà d'ora in poi 51,65 Euro + Iva. E per una ripresa televisiva toccherà versarne 250 al giorno, in questo caso Iva compresa. E' il nuovo canone d'uso per fotografie e video tv introdotto dalla giunta comunale senese con una delibera approvata il 26 Ottobre scorso. L'iniziativa è stata presa dall'amministrazione alla luce delle numerose richieste - circa una al giorno - di effettuare servizi fotografici e riprese tv della città dall'alto degli 88 metri della Torre per immortalare tetti e scorci del centro storico senese."
Vuol dire che ogni anno ci sono - minimo - 365 fotografie di Siena dall'alto. Sarà antidemocratico ma così imparano a fare le fotografie tutte uguali!

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|| Leo Brogioni, 13:18 || link || (0) commenti || ||

Osservatorio Europeo di Giornalismo

Riporto dalla newsletter New Media:
"L'Osservatorio europeo di giornalismo (EJO) dell'Università della Svizzera italiana ha vinto il premio "Media Award 2005" attribuito ogni due anni dall'Associazione per la qualità nel giornalismo (Verein Qualitat im Journalismus). La giuria ha premiato l'Osservatorio dell'USI per le sinergie che ha saputo sviluppare nella comunità giornalistica internazionale, diffondendo in diversi paesi le migliori ricerche settoriali e promuovendo contatti diretti tra i giornalisti che si occupano dei media. Il team dell'EJO, guidato da Stephan Russ-Mohl, ordinario di giornalismo alla Facoltà di Scienze della comunicazione dell'USI, è riuscito con le sue attività ad arricchire il giornalismo sui media. L'Osservatorio europeo di giornalismo, ideato da Marcello Foa e Stephan Russ-Mohl, è un istituto di ricerca che si propone di identificare, analizzare e divulgare le tendenze più significative nel mondo dei media paragonando diverse culture giornalistiche in Europa e negli Stati Uniti."
In effetti il loro lavoro è egregio e sulla pagina in italiano del sito sono presenti molti materiali di grande interesse.

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|| Leo Brogioni, 13:10 || link || (1) commenti || ||

06 novembre 2005

Interviste

Sul sito del festival internazionale FotoGrafia di Roma, sono archiviate alcune interviste con fotografi e operatori del settore. Interessante quella a Don McCullin.

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|| Leo Brogioni, 00:34 || link || (0) commenti || ||

Donna Donne

Bella mostra a Firenze, Palazzo Strozzi: artisti contemporanei mostrano un inquietante universo femminile con installazioni, fotografie, video, dipinti, sculture, proiezioni. Una mostra rivolta anche al grande pubblico, ma che riesce a non scadere nelle semplificazioni. Una sola immagine con riferimento al parto, bellissime le sculture di cristallo, commovente la proiezione della Goldin, ipnotica l'installazione video della Abramovic, indimenticabili il film della Neshat e le sculture di Wang Du . Da vedere.

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|| Leo Brogioni, 00:27 || link || (0) commenti || ||

02 novembre 2005

ass i del calcio

Sul quotidiano a diffusione gratuita City di oggi, foto emblematica pubblicata nelle pagine sportive. Fabio Capello in primo piano, di profilo, come sfondo una parte di cartellone pubblicitario, sfuocato ma ben visibile e che occupa tutta la parte restante dell'immagine, dal quale emerge un bel sedere di modella coperto da un sottile slip.
Ottima metafora dei contenuti della free press: calcio e culi femminili.
Mancano le tette, sennò sarebbe stata da prima pagina.
Sull'argomento potete leggere questo articolo pubblicato dall Barbiere della Sera

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|| Leo Brogioni, 09:34 || link || (1) commenti || ||

verificare le fonti

La citazione dal libro di Randall di un post precedente sembra caduta a fagiolo.
Ieri le agenzie di stampa italiane (solo quelle italiane!) hanno diffuso la notizia relativa ad un bambino-kamikaze che si è fatto esplodere a Kirkuk, nel nord dell'Iraq. Vera la notizia dell'attentato, una bufala quella dell'età dell'attentatore. Al primo posto degli obblighi di un buon giornalista Randall inserisce "scoprire e pubblicare informazioni che vadano a sostituire voci o illazioni". Le agenzie italiane hanno fatto l'esatto contrario, ovvero hanno pubblicato voci e illazioni che hanno sostituito le informazioni. In Italia non riusciamo a seguire nemmeno il primo punto di un manuale di giornalismo, chissà quando arriveremo all'ultimo. In bocca al lupo a tutti.

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|| Leo Brogioni, 09:23 || link || (0) commenti || ||

in tratteniamo il giornalismo

A pagina 16 del bignami settimanale del New York Times, che la Repubblica ha pubblicato Mercoledì 26 Ottobre, c'è un articolo sui costi dei documentari autarchici, che sarebbero bassissimi se non fosse per i diritti d'autore di filmati e musica inseriti nel film. Ma a parte questo, c'è un'affermazione del cineasta Steve James che mi sembra inquietante, dice il nostro: "Quando ho iniziato io, i documentari rientravano nella categoria giornalismo. Oggi il maggior successo commerciale dei documenatri e la maggior attenzione di cui godono da parte del pubblico li fa rientrare sempre più nella categoria dell'intrattenimento" !?!?
Pensate che stupido sono: io ho sempre ragionato al contrario, ovvero pensavo che "le categorie" non fossero decise a posteriori ma a priori!
Se un documentario ha successo vuol dire che il giornalismo d'inchiesta fa audience (come già detto in un precedente post) e non che siccome fa audience è intrattenimento anche un documentario. Mi sembra ci sia una bella differenza.
Il ragionamento di James parte dal presupposto (pregiudizio?) che il grande pubblico sia ignorante o stupido perchè vuole e guarda solo intrattenimento, quindi nel momento in cui un documentario interessa diventa o lo faccio diventare intrattenimento, sottraendo al giornalismo d'inchiesta quella quota di pubblico che gli spetta.
D'altronde se il pubblico è ignorante o stupido dovrà anche essere facilmente manipolabile! Dico bene Steve?

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|| Leo Brogioni, 09:16 || link || (0) commenti || ||