LeoBrogioni blog

fotografia, fotogiornalismo, giornalismo, mass media

15 settembre 2006

Dove finisce la similitudine e inizia il plagio

In corso interessanti riflessioni che prendono spunto da un episodio di eccessiva somiglianza tra alcune foto di autori diversi, Peter Bialobrzeski e Horst + Daniel Zielske (tanto che l'uno dà del copione agli altri). Potete leggerle (in inglese) su About Photography e sul blog Conscientious.
Altro caso simile ma riguardante la grafica editoriale potete trovarlo su Eat The Press.
Come dice il saggio: "copiare da uno è plagio, copiare da molti è ricerca", qui sembra proprio che abbiano copiato da uno.

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13 aprile 2006

[OT] Vasche, panfili e pezzi di legno

La Vasca è la ruota, direi, che fa andare i Giardini di Kensington.
E' rotonda, perchè è proprio al centro dei Giardini, e quando sei arrivato là non hai mai voglia di andare oltre. Tu non puoi essere buono alla Vasca, per quanto ti ci provi. Puoi star buono tutto il tempo sulla Grande Passeggiata, ma non alla Vasca, e la ragione è che dimentichi: e poi, quando ricordi, sei già così bagnato che poco importerebbe ormai se fossi anche più bagnato. (...)
Sempre tu desideri avere un panfilo da guidare nella Vasca e alla fine tuo zio te ne regala uno; e portarlo alla Vasca è splendido il primo giorno, e anche parlarne ai ragazzi che non hanno zio è splendido, ma ben presto preferisci lasciarlo a casa. Poichè la più cara imbarcazione che leva l'ancora nella Vasca è quella che si chiama "pezzo di legno", perchè è su per giù un bastone fin che è nell'acqua e tu tieni la cordicella. Così, mentre cammini in giro, tirandola, vedi piccoli uomini correre sul ponte, e le vele alzarsi magicamente e gonfiarsi alla brezza, e tu entri nelle buie notti in piccoli porti sconosciuti ai signorili panfili. La notte passa in un lampo e di nuovo la tua sgangherata imbarcazione aspira al vento, zampillano gli squali, e tu scivoli su città sepolte, combatti coi pirati, getti l'ancora su isole di corallo. Tu sei solo, mentre accade tutto ciò, perchè due ragazzi insieme non possono spingersi troppo lontano nella Vasca, e benchè tu parli con te stesso durante il viaggio, dando ordini ed eseguendoli subito, tu non sai, al momento di tornare a casa, dove sei stato e cosa gonfiò le tue vele: il tuo tesoro è chiuso nella stiva (per così dire) che sarà aperta forse da un altro ragazzino molti anni dopo.
Ma i signori panfili non hanno niente nella stiva. Forse che uno ritorna a questo luogo di ritrovo della sua fanciullezza per i panfili che soleva guidarvi? Oh, no. E' solo il pezzo di legno che è carico di memorie. I panfili sono balocchi, e il loro proprietario è marinaio d'acqua dolce; essi vanno e vengono in una vasca solamente, invece il pezzo di legno va nel mare. Voi che con una bacchetta comandate un panfilo, e credete che noi stiamo tutti qui a guardarvi, i vostri navigli sono qui per caso, e anche se fossero abbordati e affondati dalle anitre, le faccende della Vasca andrebbero avanti lo stesso.

Peter Pan nei Giardini di Kensington
di James Matthew Barrie, traduzione di Milly Dandolo (Ed. Stampa Alternativa)

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12 ottobre 2005

Katrina e la verità

E' un po' lungo, ma considerando che l'argomento meriterebbe un libro si può fare lo sforzo di leggerlo.

L'URAGANO KATRINA E LA VERITA'
Saccheggiatori e Fotografia
di Giorgio Giacobbi

tratto dal n. 10 del Notiziario della FotoClub La Gondola (è un link ad un documento pdf!)

I patiti di Internet avranno ben di che discutere in questi giorni. Si è acceso attraverso l'etere un acceso dibattito che ha coinvolto due intellettuali, docenti universitari negli U.S.A.: Mark Bernstein della Purdue University e Jan Boxill della Centro Parr del-l'Etica i quali, analizzando la tra-gedia di New Orleans e le fotografie trasmesse via Internet, si sono posti la domanda: "Un saccheggio può essere giustificato?".
Bernstein ha risposto si, nel caso di stato di necessità; La Boxill no, mai in nessun caso.
E le agenzie giornalistiche Associated Press e Agence France Press hanno trasmesso due foto, la prima che ritrae dei "colored men" mentre escono da un negozio di alimentari invaso dalle acque con dei sacchetti in mano e la didascalia recita: "autori di un saccheggio", la seconda che ci mostra dei bianchi in un supermarket con la dicitura: "hanno trovato del pane".
Le due immagini, scattate nei giorni del diluvio a New Orleans, alzano nuovamente il sipario sulla annosa questione di fondo: quale delle due immagini ci rappresenta la "verità"? Ovvero: quali persone, colored men o bianchi, hanno commesso il grave reato di saccheggio o, ancora meglio, quale delle due foto ci mostra il saccheggio, quella che ritrae i neri o quella che ci mostra i bianchi? E in qual modo possiamo noi stabilire la "verità" del fatto delittuoso? A mio avviso sono tutte domande che restano senza risposta.
Non è possibile giungere alla "verità" se non attraverso la testimonianza orale del fotografo che le ha scattate. In soccorso di Bernstein accorrono Jerry Lawson dell'Emerson College: "Anch'io se mi fossi trovato in quello stato di necessità avrei portato via dai negozi quanto mi serviva al momento per salvare la mia famiglia".
E Ann Althhouse giurista universitaria: "Quando è in pericolo la vita allora anche il saccheggio è giustificato".
Resta comunque isolata e tetragona la posizione della Boxill che con accenti di tono evengelico declama: "No! Il saccheggio, ovvero l'esproprio della proprietà privata, costituisce sempre un reato gravissimo!" Ma tralasciando queste considerazioni pur essenziali che riguardano l'etica del diritto, resta la questione "fotografie" che ci interessa più da vicino.
Infatti se si raffrontano le due foto partendo dal presupposto che siano state fatte a New Orleans nei giorni di quella apocalisse, non pare dubbio che quella della Associated Press (i colored men) evidenzia rispetto all'altra della Agence France Press (hanno trovato del pane) una tipica connotazione "razzista", se non altro perché se asportare del pane da un negozio disastrato ad opera di bianchi non costituisce "saccheggio", la ragione e la juxta lex ci dicono che ciò deve esserlo anche per la gente di colore. Anche il Washington Post ha pubblicato un articolo sul dramma della popolazione nera di New Orleans (e l'amico della Gondola Frank Van Riper potrà informarci più in dettaglio) costretta a vivere nei quartieri bassi della città in miseri abituri di legno, rimasta per giorni senza aiuti.
Ora noi sappiamo che la fotografia, per spiegarci ciò che rappresenta, deve essere accompagnata il più delle volte dalla scrittura.
Susan Sontag disse che la fotografia offre molti significati ma non risponde a molte domande.
Guidato dal suo saper vedere lontano il grande profeta Johann Wolfgang Goethe scrisse su "Contributi all'ottica" del 1791: "L'uomo vede ciò che vuol vedere e sapere". Fermo restando il giudizio sulla connotazione "razzista" che è resa più evidente proprio dalla contrapposizione delle due foto trasmesse, giudizio espresso anche dai media U.S.A. via Internet, dobbiamo arrenderci nel dire che non possiamo avere la certezza della"verità" storica" ossia della "autenticità" di una immagine fotografica.

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|| Leo Brogioni, 11:06 || link || (0) commenti || ||