LeoBrogioni blog

fotografia, fotogiornalismo, giornalismo, mass media

09 luglio 2008

Mediastorm | Rian Dundon | Jenn Ackerman

Photojournalism for the Web Generation | WSJ.com

Posted: 09 Jul 2008 11:32 AM CDT

Articolo del Wall Street Journal su MediaStorm e il suo fondatore Brian Storm

Rian Dundon | China on the Wild Side

Posted: 09 Jul 2008 11:30 AM CDT

Slideshow realizzato per Time. Archiviato nel box "Quello che ho visto"

Jenn Ackerman | Trapped: Mental Illness in America's Prisons

Posted: 09 Jul 2008 11:27 AM CDT

Un'ottima combinazione di video, audio e foto. Archiviato nel box "Quello che ho visto"

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07 luglio 2008

Ed Kashi | Arthur e Van Agtmael | Fake or real | Brenda Kenneally

Documenting The Paradox Of Oil, Poverty In Nigeria | NPR

Posted: 07 Jul 2008 10:30 AM CDT

Intervista di NPR ad Ed Kashi riguardo il suo ultimo lavoro sull'industria petrolifera in Nigeria. Kashi è infatti il co-autore di "Curse of the Black Gold", libro realizzato con Michael Watts e pubblicato da PowerHouse Books, che documenta la relazione tra il petrolio, l'ambiente e la comunità nigeriana nei 50 anni trascorsi da quando l'oro nero è stato scoperto nell'area. Seguendo i links potete ascoltare l'intervista, vedere un'anteprima dell'audiovisivo prodotto da MediaStorm e leggere un estratto del libro.

Magnum Blog / A short conversation with the new Magnum nominees Olivia Arthur and Peter van Agtmael - the photo blog of Magnum Photos

Posted: 07 Jul 2008 07:02 AM CDT

Brevi conversazioni con i due nuovi candidati all'ingresso in Magnum (vedi anche post precedente)

NOVA | Fake or Real? | PBS

Posted: 07 Jul 2008 07:00 AM CDT

Divertitevi a scoprire se queste nove foto sono vere o false (manipolate digitalmente).

Le Prix CANON de la femme Photojournaliste 2008 (AFJ) à Brenda Kenneally

Posted: 07 Jul 2008 06:55 AM CDT

Il Premio Canon per donne fotogiornaliste è andato quest'anno a Brenda Kenneally, già conosciuta ai frequentatori di questo blog per il suo lavoro .

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06 luglio 2008

Gilden | Magnum | Getty | Hicks | foto8 vs WPP | Facebook MySpace

I have no ethic! - Bruce Gilden | WNYC Streetshots:

Posted: 06 Jul 2008 11:11 AM CDT

Imperdibile video su Bruce Gilden realizzato dalla radio di NewYork WNYC nell'ambito di una serie di pezzi dedicati alla street photography.



Peter van Agtmael

Posted: 06 Jul 2008 11:02 AM CDT

Uno dei due nuovi Candidati all'ingresso in Magnum. L'altro, anzi l'altra è Olivia Arthur (già vincitrice dell'Inge Morath Award 2007)

Completata la vendita di Getty Images | fotoinfo.net

Posted: 06 Jul 2008 11:00 AM CDT

... la maggioranza degli azionisti della Getty Images ha approvato l'acquisizione dell'agenzia fotografica da parte di una affiliata della Hellman & Friedman, impresa che investe in media ...

Photographer's Journal: Kabul in Transition - The New York Times

Posted: 06 Jul 2008 10:56 AM CDT

Da vedere

foto8 - Photojournalism: Living with Questions and Tensions

Posted: 06 Jul 2008 10:54 AM CDT

Vedi sotto (seconda parte)

foto8 - Unconcerned but not Indifferent

Posted: 06 Jul 2008 10:53 AM CDT

Su Foto8 si sta aprendo un interessante dibattito sui parametri di valutazione delle foto premiate al WPP, dibattito che riguarda le nuove strade e le nuove prospettive del fotogiornalismo.

Facebook and Myspace and your rights | Lightstalkers

Posted: 06 Jul 2008 10:48 AM CDT

Il problema dei diritti d'autore delle foto inserite nei siti di social network. Non credo sia una questione che riguarda immagini "preziose" (che ogni autore, specialmente se professionista, conserverà gelosamentee e divulgherà con molta attenzione): chi "posta" le proprie foto su questo genere di siti lo fa con lo spirito della condivisione totale; però le imprese che li gestiscono potrebbero trovare un modo creativo per utilizzare queste immagini senza dover corrispondere nessun compenso all'autore. Il dibattito è aperto.

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15 maggio 2008

Visa pour l'image | JF Leroy

AFP | "Visa pour l'image" déplore des photos de plus en plus aseptisées

Posted: 14 May 2008 04:48 AM CDT

Il Festival di Fotogiornalismo di Perpignan contrario alle foto asettiche. Dice JF Leroy: "Ci sono sempre più persone che fanno foto e sempre meno fotografi".

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18 aprile 2008

Premio Pulitzer

Pulitzers Go To Photographers From Reuters, Concord Monitor

Posted: 18 Apr 2008 04:47 AM CDT

Il Premio Pulitzer al fotogiornalista che ha scattato l'immagine del collega ucciso dalla polizia durante gli scontri con i manifestanti in Birmania

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17 aprile 2008

Bilal Hussein è libero

NPPA | AP's Bilal Hussein Released From Army Detention

Posted: 17 Apr 2008 06:11 AM CDT

He's free! Titola il sito della NPPA

PDNPulse | First Photos of Bilal Hussein Out Of Prison

Posted: 17 Apr 2008 06:10 AM CDT

Le prime foto di Hussein libero

Editorial Photographers UK | AP photographer Bilal Hussein freed by US after two years

Posted: 17 Apr 2008 06:04 AM CDT

Liberato Bilal Hussein!

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14 aprile 2008

Allarme rosso per la fotografia?

LSDI | Allarme rosso per l’arte della fotografia

Posted: 14 Apr 2008 02:43 AM CDT

LSDI rilancia un articolo apparso su Potere Fotografico, in cui si scrive: "La fotografia è ormai una merce di scarsa domanda. C'è un'offerta superabbondante sia gratuita che a basso prezzo ed i clienti ci marciano di brutto."

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02 aprile 2008

AFJ Canon Award

Association des femmes journalistes (AFJ) Canon Award

Posted: 01 Apr 2008 04:44 PM CDT

Premio Internazionale per donne fotogiornaliste, termine di consegna 31 Maggio 2008, la vincitrice verrà premiata durante il Festival Internazionale di Fotogiornalismo "Visa pour l'Image" che si svolgerà nel Settembre 2008 a Perpignan. Nella sezione Download di questo blog è disponibile il bando (in inglese e francese)

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28 marzo 2008

Rio Branco | Giornalismo digitale

A Conversation with Miguel Rio Branco | Conscientious

Posted: 28 Mar 2008 04:22 AM CDT

Intervista di JM Colberg con Miguel Rio Branco, fotografo di Magnum

Giornalismo digitale: perché non esiste un modello unico | Mediablog

Posted: 28 Mar 2008 03:51 AM CDT

Due giorni di confronto tra alcuni direttori delle principali testate online europee durante il IX Congreso de Periodismo Digital che si è svolto a Huesca, in Spagna: resoconto e commenti di Marco Pratellesi

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Philip Blenkinsop: "My asian heart" di D. Bradsburys

Un video di David Bradburys che ha seguito il fotogiornalista Philip Blenkinsop, dell'agenzia Noor, durante il suo lavoro di documentazione di conflitti poco conosciuti ma molto violenti nel sud est asiatico.

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26 marzo 2008

Bearing Witness | Giornali e Internet | Paparazzo aggredito

Bearing Witness: five years of the Iraq war | Reuters

Posted: 26 Mar 2008 09:31 AM CDT

Straordinario pacchetto multimediale prodotto da Reuters con lo zampino di Mediastorm. Da vedere

European Journalism Observatory | I giornali e Internet verso un modello sostenibile

Posted: 26 Mar 2008 09:27 AM CDT

Davvero i giornali sono destinati a sparire? E' possibile trovare una formula di equilibrio tra informazione tradizionale e online? Questa ricerca dell'EJO dimostra che si sta sviluppando un sistema sostenibile dove le due componenti diventano complementari ...

Paparazzo aggredito e picchiato a sangue | Potere Fotografico

Posted: 26 Mar 2008 09:25 AM CDT

In California tre fotografi dell'agenzia X17 hanno picchiato un collega fino a rendere necessario il ricovero ospedaliero. Incolpevole protagonista è la solita Britney Spears ...

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21 marzo 2008

Philip Jones Griffiths

Philip Jones Griffiths, Photographer Of Vietnam War, Dies At 72

Posted: 21 Mar 2008 04:05 AM CDT

Philip Jones Griffiths, conosciuto per le sue foto e la sua posizione contro la guerra in Vietnam, è morto a 72 anni per un tumore ...

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20 marzo 2008

Conferenza di Alex Majoli | video Jumper.tv

Alex Majoli racconta la sua storia professionale nell'ambito dell'HP Masterclass che si è tenuto a Milano il 7 marzo 2008: salta dei passaggi ma mi sembra interessante. Grazie a Jumper.tv per aver reso disponibile questo video: cliccando qui la pagina di presentazione del filmato con alcuni links di argomenti correlati.

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14 marzo 2008

Thomas Ruff | Short course in photojournalism

A Conversation with Thomas Ruff | PopPhoto

Posted: 14 Mar 2008 09:36 AM CDT

Intervista con Thomas Ruff, uno dei più noti fotografi contemporanei, che parla del suo approccio concettuale alla fotografia e alla manipolazione delle immagini, e del perchè la sua generazione è stata influenzata più dagli artisti che dai fotografi.

The Northern Short Course in Photojournalism: March 13-15, 2008

Posted: 14 Mar 2008 06:49 AM CDT

Conferenza sul fotogiornalismo presieduta da Will Yurman staff photographer del Democrat and Chronicle

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11 marzo 2008

multimedia journalism | multimedia projects | Tim Hetherington interview

How to be creative | Freelance UK

Posted: 11 Mar 2008 06:03 AM CDT

Come essere creativi: le opinioni e i consigli di tre giornalisti free lance (Rona Levin, William Knight e Gill Taylor)

Ben, inviato Bbc da Firenze in Turchia: il vero giornalista multimediale del futuro - Reporters

Posted: 11 Mar 2008 04:18 AM CDT

Post del luglio 2007: un esempio emblematico di giornalista multimediale

This is not Rome" | Giandomenico Marini

Posted: 10 Mar 2008 06:22 PM CDT

non male, ma può migliorare: manca di inserimento e quindi partecipazione

Megalopolis | Sara Dominici

Posted: 10 Mar 2008 05:35 PM CDT

classico

Million Dollar Squatters | Alex Masi

Posted: 10 Mar 2008 05:34 PM CDT
La vita di un particolare gruppo di squatters che ha occupato case di lusso in un quartiere residenziale di Londra

Respiration Muette | Veronique Besnard

Posted: 10 Mar 2008 05:30 PM CDT

intimo

Tim Hetherington interview | foto8

Posted: 10 Mar 2008 05:21 PM CDT

Intervista (AUDIO) al vincitore del WPP di quest'anno

Terra Project multimedia

Posted: 10 Mar 2008 02:59 PM CDT

Gruppo di fotografi fiorentini che hanno realizzato alcuni audiovisivi su temi sociali e ambientali

Crisis in Darfur Expands | Travis Fox

Posted: 10 Mar 2008 01:28 PM CDT

Il reportage multimediale realizzato per il Washington Post che ha vinto il primo premio nella categoria In-Depht Web della sezione TV nel concorso Best of Photojournalism 2008 (NPPA)

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06 marzo 2008

PoYI e NPPA multimedia | 11/9 environmental illness

PoYI multimedia winner | Mediastorm blog

Posted: 05 Mar 2008 03:40 PM CST

I vincitori delle sezioni multimedia del concorso PoYI: sette i riconoscimenti ad appartenenti allo staff di MediaStorm

Environmental Illnesses Haunt Some Who Covered 9/11 | PDN

Posted: 05 Mar 2008 02:57 PM CST

Giornalisti e fotografi che l'11/9/01 hanno documentato il crollo delle Torri Gemelle stanno accusando varie patologie dovute all'inalazione di polveri e fumo.

Winners Announced In Several TV Best Of Photojournalism Categories | NPPA

Posted: 05 Mar 2008 02:25 PM CST

Il concorso Best Of Photojournalism 2008 (NPPA) prevede anche le sezioni TV, dedicate ai video: 884 il numero dei partecipanti, che la dice lunga sulle nuove tendenze del fotogiornalismo.

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03 marzo 2008

Leroy | Online Image Editing Apps | Osservatorio fotoinfo.net

Jean-François Leroy: Le photojournalisme | LeMonde.fr

Posted: 03 Mar 2008 07:48 AM CST

Vecchia conferenza di JF Leroy (direttore del festival Internazionale di Fotogiornalismo Visa Pour l'Image, che si svolge ogni anno a Perpignan): è possibile ascoltarla in streaming o scaricarla, in formato Real Audio. La conferenza si svolse alla Université de Tous les Savoirs il 5 Luglio 2004 e venne messa online su leMonde.fr nel settembre 2006. Non so perchè è venuta fuori ora, ma resta un documento da archiviare.

7 Great Online Image Editing Apps

Posted: 03 Mar 2008 04:38 AM CST

Un test su 7 strumenti, da utilizzare online, per la gestione delle immagini: dei bigini di Photoshop

Osservatorio | Quotidiano straordinario o ordinario banale? | fotoinfo.net

Posted: 02 Mar 2008 04:42 PM CST

Il nuovo "osservatorio" di Fotografia&Informazione prende in esame l'operazione di Corriere Magazine che ha raccontato un giorno nella vita dell'Italia attraverso le immagini di una cinquantina di fotografi.

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02 marzo 2008

Intimità e ritorno alle origini

Chiara Goia, mia ex allieva e una delle vincitrici del Premio Canon di quest'anno, è diventata una brava fotografa non certo per i miei insegnamenti ma perchè si è fatta un anno di ICP a New York. Lo dico non come boutade ma con cognizione di causa, perchè Chiara mi ha mostrato alcuni suoi lavori e sono rimasto colpito dalla trasformazione artistica e professionale subita. Invidioso, le ho dunque chiesto cosa le hanno insegnato di tanto fruttuoso, come e cosa ha funzionato in quella scuola. Lei - sul momento - mi ha dato alcune risposte, ma quella più interessante me l'ha scritta il giorno dopo da New York: con il suo consenso (grazie!) la pubblico di seguito, perchè contiene alcune riflessioni e indicazioni che ritengo centrali per chiunque voglia affrontare professionalmente l'attività di fotogiornalista.

(...) Le tue domande sul come abbia iniziato a fotografare in un certo modo mi hanno fatta riflettere molto e vorrei aggiungere qualcosa a quello che ti ho gia' raccontato.
Una cosa su cui hanno sempre puntato alcuni degli insegnanti che ho avuto e con cui mi sono trovata meglio, e' il livello di intimita' che si riesce a stabilire con il proprio soggetto, non solo standogli vicino, ma cercando di immedesimarsi e di vivere le sue emozioni il piu' possibile, facendo capire quali sono le sensazioni che lo muovono. Questo si ottiene al meglio se il fotografo per primo espone le sue emozioni e le sue debolezze, cosi' da fare diventare il lavoro non solo una rappresentazione del soggetto, ma anche dell'autore stesso.
Una cosa per me molto iportante che mi ha insegnato Joseph Rodriguez (l'insegnante del corso "New York photo project" di cui ti raccontavo) e' quella del "ritorno alle origini", ovvero una riconnessione con il proprio passato, con cio' che si e' e con quello da cui si cerca di fuggire ma che appartiene a noi stessi. Con quello che ci fa stare male perche' e' cosi' vicino ma cosi' difficile averne a che fare.
E' cosi' che ho iniziato il lavoro su mia nonna che e' poi diventato quasi il mio metro di paragone con tutti gli altri lavori che ho incominciato dopo.
Per quanto riguarda le immagini secondo me sono secondarie, nel momento in cui si prende coscienza di questo fatto.
Sicuramente avere delle persone che mi aiutano a capire quali fotografie funzionano meglio, mi ha anche aiutata (e continua a farlo) nel tempo a plasmare il mio modo di vedere. Ma la ricerca non si ferma mai e credo che i fattori variabili siano davvero tanti e difficili da descrivere e da quantificare. Comunque una cosa importantissima resta guardare e digerire tante immagini, non solo fotografiche, anzi. Piu' che cercare di emulare altri fotografi.
Chiara Goia

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01 marzo 2008

Photojournalism in 1992

Mike Zerby, fotogiornalista dello Star Tribune, girò nel 1992 un video di 18 minuti, con una cinepresa Hi-8, intitolato "Photojournalism at the Star Tribune in 1992". Oggi lo ha digitalizzato e messo a disposizione online: lo potete vedere qui sotto.
Un breve ma intenso documentario che entra nelle metodologie del lavoro fotogiornalistico all'interno di una redazione (dall'assegnamento del servizio all'editing: passando per riprese, sviluppi e selezione di immagini); ma soprattutto mostra com'era il fotogiornalismo in era proto-digitale. Visto oggi diventa un documento quasi nostalgico: sono passati 16 anni da quelle immagini, ma sembrano 50!
Da vedere

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27 novembre 2007

Bilal Hussein/AP | altri aggiornamenti

PDN pubblica un dettagliato resoconto del documentatissimo dossier prodotto dall'avvocato Paul Gardephe per AP su Bilal Hussein (frutto di un colloquio di 40 ore avvenuto con il fotoreporter nel marzo 2007): in cui il legale non solo descrive la professionalità e la buona fede di Hussein (ancora in carcere in Iraq con l'accusa di spionaggio), ma dichiara che, durante un interrogatorio da parte di militari USA, lo stringer è stato bendato per nove giorni, gli è stata fatta un'offerta per diventare un informatore infiltrato in AP e gli è stato detto "Le tue foto sono una minaccia per noi". Intanto Gardephe ha preparato nove linee di difesa contro altrettante eventuali accuse a Bilal (che ancora non sono state formulate ufficialmente e precisamente).

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26 novembre 2007

Bilal Hussein/AP | aggiornamenti

Mentre MSNBC dedica una bella galleria alle immagini scattate da Bilal Hussein (ancora detenuto in Iraq con l'accusa di spionaggio mossagli dall'esercito USA), il presidente della Ap, Tom Curley, ha scritto un articolo per il Washington Post in cui dice chiaramente che l'unico crimine commesso da Bilal Hussein è quello di aver realizzato delle fotografie che il governo statunitense non vuole che i cittadini vedano
"We believe Bilal's crime was taking photographs the U.S. government did not want its citizens to see"
[Via NPPA]

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25 novembre 2007

Canon vìola l'etica del giornalismo

La National Football League ha annunciato quest'anno nuove regole per i fotografi, dettate da sedicenti esigenze di "sicurezza": tutti i fotoreporter professionisti dovranno indossare una pettorina rossa fornita dalla NFL pena il mancato accesso allo stadio. Ma i fotografi hanno scoperto che su questo indumento è stampato anche il logo della Canon. Seguiranno inevitabili proteste. [Via Newswine]
Earlier this year the National Football League (NFL) announced new "security" rules requiring that all professional photographers wear NFL-issued red vests or lose their stadium access. What the photographers discovered was that these NFL-issued vests also carried the Canon logo, and that has led to outrage and protests across the professional community. [Via C|Net News]

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21 novembre 2007

Bilal Hussein | AP

Più di 19 mesi fa l'esercito USA aveva fermato Bilal Hussein - fotoreporter iracheno della AP - con l'accusa di spionaggio, spingendo l'agenzia a protestare perchè non erano state mosse delle accuse precise e soprattutto perchè non si intravedeva la data di un processo. Oggi un portavoce del Pentagono ha dichiarato di avere
"la convinta e irrefutabile evidenza che Hussein sia una minaccia per la stabilità e la sicurezza in Iraq in quanto collegato all'attività dei ribelli: un terrorista infiltrato nella AP". ("convincing and irrefutable evidence that Hussein is a threat to stability and security in Iraq as a link to insurgent activity" (...) "a terrorist operative who infiltrated the AP")
Di parere opposto la Associated Press, che oltre a dichiararsi scettica sulle motivazioni di tali dichiarazioni, invierà in Iraq i suoi avvocati per difendere Bilal da un processo che si dovrebbe tenere il 28 Novembre davanti ad un tribunale iracheno.

Ricordo che Bilal faceva parte dello staff di fotografi AP che nel 2005 ha ottenuto il Premio Pulitzer per la copertura fotogiornalistica della guerra in Iraq.

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13 novembre 2007

The Season | Scott Strazzante

The Season è un progetto di Scott Strazzante, fotografo di staff del Chicago Tribune, il quale seguirà l'intera stagione di una squadra di pallavolo femminile, la Joliet Catholic Academy, che tenterà di migliorare il terzo posto conquistato nel passato campionato. Naturalmente le immagini non si limitano alle partite ma riguardano tutto ciò che accade prima e dopo il match: viaggi, allenamenti, tensioni, riti, attese, gioie e delusioni. La particolarità dell'operazione sta nella diffusione delle immagini su un blog (aperto apposta e dedicato esclusivamente a questo servizio fotografico) prima che sul giornale cartaceo, ed in tempo quasi reale: Scott posta le foto alla fine di ogni giornata di riprese, con un breve testo di accompagnamento. Da seguire. Un esempio di progetto che si può realizzare solo grazie ad un utilizzo intelligente di un valido staff di fotografi interni al quotidiano.

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|| Leo Brogioni, 22:45 || link || (0) commenti || ||

62° College Photographer of the Year

Annunciati i vincitori del Cpoy (College Photographer of the year): il concorso che fa crepare di invidia gli studenti di fotogiornalismo italiani. Oltre alle immagini premiate colpisce l'esempio di trasparenza dell'Università del Missouri - organizzatrice del concorso - che ha messo in podcast tutti i video della giuria che si è confrontatata nelle varie fasi della selezione, categoria per categoria, immagine per immagine. Davvero complimenti per la competenza e la professionalità: quando si dice non avere niente da nascondere.

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12 novembre 2007

Pagetti e Bleasdale ammessi in VII

Franco Pagetti e Marcus Bleasdale sono stati ammessi nell'agenzia VII: oltre 100 domande sono state valutate dagli attuali componenti dell'agenzia in una riunione svoltasi a Pasadena, California.
VII limita severamente il numero dei suoi membri: Pagetti e Bleasdale vanno ad aggiungersi a Lauren Greenfield, Ron Haviv, Antonin Kratochvil, Joachim Ladefoged, Christopher Morris, James Nachtwey, Eugene Richards e John Stanmeyer.
Bleasdale vive tra Oslo e Londra, ha seguito per più di otto anni gli avvenimenti in Congo pubblicando poi il libro "One Hundred Years of Darkness". Sue immagini sono state pubblicate, tra gli altri, da The New Yorker, Time, Newsweek e National Geographic.
Pagetti, fotogiornalista italiano, segue le vicende del conflitto in Iraq dal 2003, spesso per il Time, tra i suoi precedenti lavori quelli sulle guerre in Afghanistan, Kosovo, Timor Est, Kashmir, Palestina, Sierra Leone e Sudan. E' fotogiornalista dal 1994, prima è stato fotografo di moda.

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08 novembre 2007

30 secondi nello Studio Ovale: aggiornamento

Parecchio tempo fa avevo segnalato un breve audiovisivo realizzato da Pete Souza per il Chicago Tribune, ma il link era andato perduto nei meandri della redazione multimediale. Adesso però il giornale lo ha rimesso on line e lo potete vedere qui: guardatelo perchè, in appena 30 secondi, racconta esattamente cosa significa essere un fotoreporter oggi.

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Tutto quello che avresti voluto sapere

Interessantissima iniziativa di Editorial Photographers UK che ha chiesto a 10 fotografi cosa avrebbero voluto (o dovuto) sapere quando hanno iniziato la loro attività (What do you wish you'd known when you started out?). Stessa domanda ma dieci risposte diverse - tutte da leggere - che ci mostrano quanto la realtà della fotografia editoriale anglosassone sia più vicina a quella italiana di quanto possiamo pensare, soprattutto quando a parlare sono professionisti usciti da scuole di fotografia dove - dicono - si insegnava tutto tranne che gli aspetti più pragmatici riguardanti l'inserimento nel mondo del lavoro, la conoscenza del mercato e - perchè no - il business.

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01 novembre 2007

La nuova grammatica del linguaggio fotografico multimediale

Pubblico un mio commento al post di Mario Tedeschini Lalli "Fotografia e giornalismo dopo la carta stampata: per una tassonomia della multimedialità " apparso sul suo blog "Giornalismo d'altri" il 16 Ottobre 2007, a commento del convegno "Fotogiornalismo 2.0"


Caro Mario
solo oggi trovo il tempo di scriverti (ogni tanto anche i fotografi lavorano!) innanzitutto per ringraziarti della tua preziosa e graditissima presenza al convegno Fotogiornalismo 2.0 e poi per entrare nel merito della tua osservazione riguardante il "cambio di sguardo" del fotogiornalista contemporaneo che si appresta ad usare nuovi strumenti multimediali.

Nel corso del convegno una tua affermazione ha suscitato scandalo solo a causa della mancanza di tempo necessaria ad un chiarimento, che è avvenuto subito dopo e che qui scrivo, grigio su bianco, con piacere perchè ci ha riportato sulla stessa lunghezza d'onda.

E' vero il fotografo che progetta un audiovisivo e scatta in sua funzione è costretto a ragionare "per sequenze di piani all'interno della stessa scena".
Da sempre il fotogiornalista ha pensato al suo reportage come ad un racconto per immagini, ad una storia fotografica: maestro in tal senso è stato il grande William Eugene Smith con i suoi servizi per Life. Fino ad oggi si è pensato ad una narrazione fotografica basata sull'individuazione e l'assemblamento di momenti emblematici e quindi basata sulla ricerca di una singola immagine efficace per rappresentare ogni singola scena di un evento o di una situazione, per poi comporre il racconto con l'insieme di queste immagini singole.

Da oggi in poi il fotografo cambia mentalità: non solo cercherà la scena emblemtica, ma dovrà lavorare al suo interno per ricavarne più immagini, in funzione del montaggio finale di un audiovisivo, che a sua volta non potrà prescindere dall'audio.
In sostanza - come ha ben detto l'amico Wilfrid Estève di Territoires de Fictions, durante il convegno - oggi cambia la grammatica del linguaggio fotografico: inevitabilmente, perchè cambiano gli strumenti e cambia anche il canale di diffusione del messaggio (che non è più la rivista, il giornale ma diventa un sito internet ricco di risorse, non solo visive).

Questa mutazione nel linguaggio porterà a nuove soluzioni, nuovi sguardi, nuovi autori: innovazioni insomma che provengono dal mondo dell'informazione e che - se vogliono rimanerci, ossia se vogliono essere funzionali al buon giornalismo - dovranno stare attente a non farsi prendere la mano da derive estetizzanti. Viceversa, se tutto ciò dovesse dar vita a qualche nuova corrente artistica, un giorno noi giornalisti ci potremo vantare di aver tracciato la strada a qualche maestro della storia dell'arte. Vedremo. Mi rendo conto di aver schematizzato argomenti bisognosi di ben altri approfondimenti, ma conto sul tuo aiuto e sui commenti di altri visitatori. Carissimi saluti.

Leonardo Brogioni

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18 ottobre 2007

Sul convegno Fotogiornalismo 2.0

Mi sono giunte richieste e domande circa il mio intervento al convegno del 13 ottobre "Fotogiornalismo 2.0 - Scenari: dalla carta stampata al web", quindi vi segnalo che il testo con links, materiali, risorse e immagini varie lo potete trovare qui

Un bel post sull'evento lo potete trovare su "Giornalismo d'altri", blog di del moderatore del convegno Mario Tedeschini Lalli.

C'è pure un resoconto sul convegno realizzato da studenti dello Iulm, con tanto di video e interviste ai relatori.

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07 ottobre 2007

Fotogiornalismo 2.0 – Scenari: dalla carta stampata alla rete


CONVEGNO
Fotogiornalismo 2.0 – Scenari: dalla carta stampata alla rete
Nuovo Spazio Guicciardini, via Melloni 3, Milano
sabato 13 ottobre 2007 – dalle ore 9.15 alle ore 13.00 e dalle 14.00 alle 16.00

Introduce e coordina i lavori:
Mario Tedeschini Lalli, caporedattore multimedia Kataweb – Multimedialità e giornalismo
Intervengono nel corso della mattinata:
Leonardo Brogioni, fotografo - Fotogiornalismo da ascoltare: una panoramica.
Carlo Annese, “La Gazzetta dello Sport” – Dalle photogallery ai reportage multimediali. L’immagine nell’informazione online: tre casi a confronto
Vittorio Sabadin, vicedirettore de “La Stampa” – Quello che possiamo imparare dai dinosauri.

Nel pomeriggio, presentazione e proiezione di vari progetti multimediali :
Laura Serani, Wilfrid EstèveTerritoires de Fictions, Piccole Opere Multimediali
Davide Monteleone, fotografo – Aut
Marcello Mencarini, fotografo – L’esperienza di Makadam
Seguiranno altre proiezioni.
Conclusioni di Mario Tedeschini Lalli.

Il convegno, organizzato da Fotografia & Informazione e da GRIN (Gruppo Redattori Iconografici Nazionale), affronterà il tema dell’evoluzione della fotografia giornalistica e dei giornali, nell’epoca della comunicazione digitale. È rivolto a giornalisti, fotogiornalisti, photo editor, art director, studenti e docenti delle scuole di giornalismo, dei corsi di Scienze della Comunicazione e di fotografia ed è aperto a tutti.

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28 settembre 2007



Dopo poche ferie e molto lavoro, aggiorno questo blog, con ritmi lenti, ma non sono stato con le mani in mano: come sta scritto nella presentazione uso questo spazio come blocco notes on line e talvolta capita di scrivere saltando le annotazioni. Queste quindi le ultime mie fatiche su fotoinfo.net

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12 luglio 2007

Reuters Photographer, Driver, Killed In Iraq

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Reuters Photographer, Driver, Killed In Iraq

via National Press Photographers Association on Jul 12, 2007
Reuters is reporting from London that one of their photojournalists and a driver have been killed in a blast in Baghdad, but that the circumstances surrounding their deaths are still unclear. Namir Noor-Eldeen, 22, and Saeed Chmagh, 40, died today in eastern Baghdad.

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06 luglio 2007

Kingsley's Crossing

Credo di averne già parlato da qualche parte, ma lo ripeto perchè l'ho rivisto poco fa: Kingsley's Crossing è uno dei migliori lavori fotogiornalistici realizzati negli ultimi anni. Da vedere senza perdersene un solo secondo. Complimenti all'autore Olivier Jobard e a Mediastorm per averlo diffuso insieme ad altri bellissimi reportage multimediali. Prendetevi 20 minuti e cliccate sull'immagine.

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04 luglio 2007

Alexandra Boulat Update

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Alexandra Boulat Update

via APhotoADay News on Jul 04, 2007

VII photographer Alexandra Boulat remains in a medically-induced coma at Hadassah Hospital in Jerusalem following a brain aneurysm. Dave Yoder posted today on Lightstalkers: There has not been any significant change in Alexandra's condition for the last few days as she remains in a coma, although there have been some minor operations to make her more comfortable. Her situation remains critical but stable.

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02 luglio 2007

In risposta a "E li chiamano motion"

Ecco un mio commento al post "E li chiamano motion" pubblicato sul blog Fotografia: parliamone! di Sandro Iovine. Lo so che vi chiedo il solito sforzo, ma sarebbe meglio leggerlo prima di proseguire.


Caro Sandro
chi scrive è un convinto sostenitore del fotogiornalismo multimediale: ritengo infatti che molti audiovisivi giornalistici siano un modo per fare buona informazione e un ottimo modo per interessare alle tematiche di attualità chi solitamente ne sta alla larga. Insomma, con questi prodotti si abbinano informazione e divulgazione, il tutto - a mio modestissimo parere - valorizzando l'immagine fotografica e riportandola ad una popolarità che sembrava perduta.

Il paragone che fai con le multivisioni realizzate con diaproiettori ha un suo senso storico, ma bisogna anche aggiungere che gli attuali audiovisivi, pensati e realizzati per il web, hanno una facilità di realizzazione, di diffusione e di fruizione che le classiche multivisioni in diapositiva certo non potevano e non possono permettersi. Questo non è un aspetto da sottovalutare: perchè proprio tali facilità hanno consentito a operatori dell'informazione di proporre contenuti giornalisticamente validi e approfonditi, e ai lettori di vedere ascoltare e conoscere argomenti interessanti se non inediti.

Certo occorre parlare anche degli aspetti più commerciali di tale settore: da tempo i quotidiani statunitensi hanno capito che il multimedia attira lettori (che passano dal sito al giornale cartaceo) e quindi inserzionisti (idem e viceversa), tanto da investire sempre di più sui contenuti online e da tagliare gli investimenti nel giornale su carta.
Prova ne sono alcune recenti decisioni del Washington Post in questa direzione, le dichiarazioni del direttore del NYT Sulzberger in una sua recente intervista e le considerazioni di Vittorio Sabadin sul suo libro "L'ultima copia del new York Times".

Aggiungo, con soddisfazione e fregandomi le mani, che gli audiovisivi in campo fotogiornalistico sono anche una rivincita dei fotografi free lance ma soprattutto dei fotografi di staff (interni al giornale, assunti: figura sconosciuta ai quotidiani italiani!) nei confronti delle grandi agenzie fotografiche, le quali sembrano arrancare di fronte a nuove proposte e nuovi investimenti provenienti dalle redazioni.

Quindi più che prestare attenzione a Magnum in Motion (sito che ritengo tra i meno significativi del panorama multimediale, perchè impostato su logiche promozionali che privilegiano l'autore sull'evento, la pubblicità sull'informazione), occorrerebbe visitare le sezioni Multimedia di New York Times e Washington Post, dare un'occhiata ai vincitori del premio Best of Photojournalism nella sua sezione Web Sites (concorso organizzato dalla National Press Photographers Association), farsi un giro su Interactive Narratives e Photography Channel e infine guardare il lavoro di Ed Kashi sul Kurdistan (questo sì, potrebbe aprire un dibattito sulle similitudini tra linguaggio fotografico multimediale e linguaggio cinematografico, che qui non ho tempo, spazio e voglia per iniziare) o l'operazione Territoires de Fiction ampiamente diffusa da Le Monde o il bellissimo sito Chiloè Stories (anch'esso vincitore di un riconoscimento al premio Best of Photojournalism).

Poi magari ne possiamo riparlare. Cari saluti.

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|| Leo Brogioni, 16:59 || link || (0) commenti || ||

30 giugno 2007

Fotogiornalismo su YouTube

Avevo già segnalato la mia playlist su YouTube che raccoglie filmati o montaggi riguardanti il fotogiornalismo: oggi riesco anche a postarla su queste pagine per una visione immediata. Eccola qui sotto.


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26 giugno 2007

Alexandra Boulat, Brain Aneurysm

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Alexandra Boulat, Brain Aneurysm

via APhotoADay News on Jun 23, 2007

Conflict photojournalist, and founding member of VII, Alexandra Boulat suffered a ruptured brain aneurysm while working on assignment in Israel on Friday.

You can follow news on Alex's situation as it develops on the thread over at Lightstalkers

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15 giugno 2007

In risposta a "Reportage e senso della fotografia"

Pubblico un commento ai pezzi "Reportage e senso della fotografia" di Maurizio G. De Bonis su Cultframe e alla seguente risposta "Che cos'è mai il reportage" di Rosa Maria Puglisi su Lo Specchio Incerto. Senza aver letto le loro riflessioni è inutile andare avanti nella lettura. Fate questo sforzo.



Le riflessioni di Maurizio G. De Bonis e di Rosa Maria Puglisi partono dall'idea che il fotogiornalismo sia una forma d'arte: ma forse troppo spesso ci dimentichiamo di collocare questo genere fotografico nell'ambito che gli appartiene, ovvero nel giornalismo.

Un settore dove quello che conta principalmente non è solo la descrizione/documentazione di un evento, ma soprattutto il suo volerlo e doverlo spiegare ai lettori in modo da dare a questi ultimi gli strumenti e le informazioni necessarie per esercitare i propri diritti democratici.

Il senso delle immagini di fotogiornalismo sta tutto nella loro utilizzazione, cioè nel fatto che il loro canale di diffusione è il giornale o la rivista. Nulla di più.

Nel momento in cui si organizza una mostra si svincola l'immagine giornalistica dalla sua funzione prioritaria e naturale per porla in un altro ambito, che - gli appartenga o meno - non è il fotografo ad aver stabilito, ma chi ha gli strumenti culturali, organizzativi ed economici per farlo.

Se un'immagine giornalistica diventa opera d'arte è perchè lo hanno deciso il tempo e la storia (facendola diventare un'icona, degna di entrare a far parte di qualche collezione pubblica o privata, dopo averne legato il valore estetico a quello documentativo).

Ma tutto questo è cosa a parte dal giornalismo ed è cosa a parte dall'intento primario di chi quella foto ha realizzato.

Mi è sembrato opportuno sottolineare questa differenza.

Ed è chiaro perciò che parlare di "retorica del fotoreportage" significa dare per scontato che un fotogiornalista lavori per realizzare opere d'arte quando è impossibile che lo faccia perchè non sarà lui a decidere se le sue immagini possano esserlo.

D'altro canto nel pezzo di De Bonis leggo anche la “perfettamente confutabile frase” (uso questi termini in polemica con Rosa Maria Puglisi) "L’azione del fotografo è sempre e comunque parziale, dunque non in grado di raccontare la realtà ma solo di sezionarla e di riproporla in un quadro espressivo che attiene a una poetica individuale e non alla raffigurazione oggettiva degli eventi."

Ma non è proprio questo ciò che ci aspettiamo da un giornalista? Non è proprio questo ciò che andiamo a cercare su riviste e quotidiani da parte di giornalisti di penna, quando leggiamo i loro editoriali? E poi: chi è che decide cosa è oggettivo e cosa non lo è?

Quando leggiamo corrispondenze o articoli sempre apprezziamo chi "non è in grado di raccontare la realtà ma solo di sezionarla e di riproporla in un quadro espressivo che attiene a una poetica individuale e non alla raffigurazione oggettiva degli eventi".

E' la sensazione, l'opinione, l'emozione di chi sta sul campo a destare il nostro interesse ed a permetterci di capire qualcosa di quello che sta succedendo. Probabilmente costringendoci a leggere diversi corrispondenti o inviati, a fare una media di sensazioni, opinioni, emozioni che solo chi ha visto e vissuto può restituirci. Ed è anche questa libera varietà che ci accresce culturalmente e politicamente.

Per questo mi trovo in disaccordo anche con l'opinione di Fulvio (commento su Lo Specchio Incerto) che mette in dubbio la necessità di far sì che siano delle persone esterne ai fatti a “riportare” delle “icone fotografiche” e a far questo per “professione”. E' proprio l'indipendenza dei vari giornalisti professionisti inviati sul campo a garantire un'informazione degna di questo nome: dovrei venire a sapere cosa succede in Palestina grazie ad un militante di Hamas? O da un sostenitore di Fatah? In ogni caso sarei ben lontano dal venire a sapere come stanno effettivamente le cose. Leggerei e vedrei propaganda, invece di avere spiegazioni e strumenti di comprensione, che un giornalista, pur schierato, riuscirebbe a farmi avere grazie anche alla sua neutralità territoriale. Quello che è successo la scorsa estate in Libano, quando stringer locali sono arrivati a manipolare delle immagini per dare una versione distorta della realtà, ne è la prova.

Mi sembra una visione qualunquista anche la frase conclusiva di De Bonis: “siamo certi che il mondo del fotoreportage contemporaneo non sia vittima di un fuorviante protagonismo e non si limiti a essere la manifestazione della superficialità di fotografi che vogliono semplicemente dimostrare quanto siano coraggiosi e abili a districarsi in situazioni difficili, dunque stimabili?

Ancora una volta mi tocca chiedere: perchè prendersela sempre con i fotografi, che lavorano principalmente per soddisfare richieste editoriali? Il fotogiornalismo contiene anche delle componenti commerciali (oltre a quelle giornalistiche) che mi costringono a ricordare che dietro ai fotografi (meglio dire: sopra i fotografi) ci sono sempre delle aziende che vivono di pubblicità, e quindi ci sono delle dinamiche editoriali delle quali i fotografi sono vittime.

Ma ancora e soprattutto: da fotografo, vi garantisco che esistono metodi molto ma molto più semplici, efficaci e remunerativi per dare sfogo al proprio esibizionismo o protagonismo.

Se vogliamo dire che il fotogiornalismo è in crisi creativa diciamolo, ma facciamo riferimento alla sua componente giornalistica e alla “retorica dei mass media” prima di prendercela con chi rischia di apparire “cornuto e mazziato”.

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08 giugno 2007

Ma Leroy ha ragione o torto?

Pubblico come post la domanda di Cat e la mia risposta in merito alla questione Leroy (entrambi erano già leggibili nei commenti al post precedente):

Lei che dice? Leroy (ndr) Ha ragione o torto?
Vorrei saperne di più :)


Caro Cat, potrei darti una risposta diplomatica dicendo che avrei bisogno di vedere quali lavori sono stati proposti a Leroy e cavarmela con un semplice "non sono in grado di dire di più". Ma voglio aggiungere qualcosa: indubbiamente le richieste editoriali condizionano le scelte e le proposte dei fotografi (come dice lo stesso Leroy, le testate vogliono sempre più ritratti), indubbiamente i fotografi free lance potrebbero osare di più e "proporre" invece di "adeguarsi".
Ma è giusto far ricadere la stagnazione del linguaggio fotogiornalistico sempre e solo sulle spalle dei fotogiornalisti? E' giusto criticare sempre senza indicare una possibile strada da percorrere? Se si vuole scatenare una discussione (ed è impossibile che Leroy non lo voglia fare perchè è impossibile che non abbia pensato alle conseguenze di un testo così duro) perchè non fare nomi e cognomi, sia in negativo che in positivo? Grandi fotogiornalisti hanno sempre detto (e io concordo) che alle spalle di un grande fotografo c'è sempre un grande giornale. Secondo me occorre partire da questa frase - con un'operazione dialettico-matematica - e dire: se non ci sono più grandi fotogiornalisti è perchè non ci sono più grandi giornali, ovvero perchè l'editoria non consente molti margini di manovra e dunque molte possibilità di proposta. Non possiamo lasciare la responsabilità dell'innovazione nel linguaggio fotogiornalistico solo sulle spalle di fotoreporter coraggiosi o ricchi o amanti dell'azzardo che, infischiandosene dell'aspetto economico del loro lavoro, possono proporre novità invece di seguire l'onda editoriale. E' impossibile, pericoloso e rischia di diventare anti-democratico: perchè lascia la possibilità di fare buona informazione solo a coloro che se lo possono permettere. Fossi in JF Leroy andrei a cercarmeli i nuovi linguaggi, senza aspettare portfolios inviati sulla mia casella di posta elettronica. Andrei a cercare lavori e nomi ovunque, a costo di svincolarmi dalla proposta di mostre e frugando anche tra i lavori multimediali che ormai sono un must dei siti dei quotidiani statunitensi (lavori che hanno dato stimolo e linfa nuovi alla professione e all'informazione). Anche ostinarsi a proporre le "solite mostre" è noioso e insignificante. Ci sono nuovi mezzi e nuovi nomi che meritano attenzione ed è compito di chi cura un festival così importante e prestigioso farli emergere. Per cui, tornando alla tua domanda, forse Leroy ha ragione, ma le sue parole non bastano, non sono sufficienti, anzi sono gravemente insufficienti. Attendo da lui risposte oltre che domande o critiche. Risposte più concrete e soprattutto fatti, che ci si devono attendere da chi ha la direzione del più prestigioso strumento di diffusione del fotogiornalismo internazionale.

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07 giugno 2007

Dear Portrait Photographer, Thank You For Your Submission ... [1]

Ancora su Jean Francois Leroy: lo dicevo che si finiva in un ginepraio!

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Dear Portrait Photographer, Thank You For Your Submission, You Suck... [1]

via Editorial Photographers UK by EPUK Staff on Jun 01, 2007

Photographers looking forward to Visa Pour L'Image, especially those who had submitted work for consideration, will have been happy to receive this year's preliminary press release: until they read it. For the twenty page list of exhibitions is prefaced by an editorial by Visa Director General Jean-Francois Leroy that can only be described as brutally frank.

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Jean-François Leroy's outburst: the full text

Il testo completo in cui Jean Francois Leroy, fondatore di Visa pour l'Image, definisce "noiosi" e "insignificanti" i lavori presentati quest'anno per la selezione del Festival Internazionale di Fotogiornalismo.

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Jean-François Leroy's outburst: the full text

via Editorial Photographers UK by EPUK Staff on May 30, 2007

Here is the full text of Visa Pour l'Image's founder Jean-François Leroy, in which he describes this year's entries for the world renowned photojournalism festival as "boring" and "meaningless".

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30 maggio 2007

Visa Pour l'Image founder attacks "boring, meaningless" photojournalists

Editorial Photographers UK riporta che Jean-Francois Leroy, direttore del Festival Internazionale di Fotogiornalismo "Visa pour l'Image", ha attaccato i fotogiornalisti contemporanei definendoli noiosi, privi di talento e di immaginazione. Seguiranno certamente discussioni in proposito.

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Visa Pour l'Image founder attacks "boring, meaningless" entries for this year's festival

via Editorial Photographers UK by EPUK Staff on May 30, 2007

Jean-François Leroy, director and founder of the annual Visa Pour l'Image photojournalism festival, has made an outspoken attack on contemporary photojournalists, describing them as talentless and unimaginative.

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23 maggio 2007

Come si vince l'’”Inge Morath Award”

Grazie a Michele Trecate e al suo blog "Scrivere con la luce" segnalo un'interessante intervista a Jessica Dimmock, ultima vincitrice del premio Inge Morath (riservato a donne fotografe, sotto i 30 anni): le domande - pubblicate sul blog della Magnum - sono finalizzate a dare indicazioni utili alle autrici che vogliono partecipare a questo concorso.

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Come si vince l'"Inge Morath Award"

via Scrivere con La luce by Michele Trecate on May 22, 2007
E' un premio rivolto alle fotografe, di età inferiore ai trent'anni, che ha lo scopo di aiutarle a realizzare un progetto fotografico di documentazione a lungo termine. Inge Morath era una fotografa austriaca, scomparsa nel gennaio del 2002 e socia dell'agenzia fotografica Magnum. L'anno scorso il premio è stato vinto dalla fotografa Jessica Dimmock. Ora [...]

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22 maggio 2007

Photographe de presse, un métier en mutation - La Vie Numérique

Betty Jankowska su La Vie Numérique scrive dei mutamenti nella professione del fotogiornalista: "Fotografia per la stampa, un mestiere in cambiamento" (in francese)

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Photographe de presse, un métier en mutation - La Vie Numérique

via Recherche Google : photojournalisme on May 21, 2007


La Vie Numérique
Photographe de presse, un métier en mutation
La Vie Numérique - Il y a 18 heures
Un passage qui paraît primordial dans le pays berceau du photojournalisme, ou les plus grandes agences photo ont côtoyé les meilleurs reporters. ...
Un 19e Visa du photojournalisme contre "la peoplisation de l ... Novopress
2 autres articles

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Photo Pulitzers Go To AP's Oded Balilty, Sacramento Bee's Renee C. Byer

Anche se in ritardo segnalo i vincitori del Pulitzer 2007 grazie a questo articolo di PDN.
maggiori informazioni e foto sul sito del premio

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Photo Pulitzers Go To AP's Oded Balilty, Sacramento Bee's Renee C. Byer

via PDNonline: Today's Most Emailed Articles on May 22, 2007

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21 maggio 2007

Iraq: No More Photos Of Bombings

Ulteriore tentativo di impedire la copertura giornalistica del conflitto in Iraq: un ufficiale governativo iracheno ha dichiarato che a fotografi e video operatori sarà proibito l'accesso a zone colpite da attentati terroristici ... altre informazioni su PDN, cliccando il link sottostante

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Iraq: No More Photos Of Bombings

via PDNonline: Today's Most Viewed Articles on May 16, 2007

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Al fotografo che grida: “al lupo!”

Sul blog "Lo Specchio Incerto" di Rosa Maria Puglisi leggo questo commento all'ultimo Osservatorio pubblicato su Fotografia&Informazione "Giornalismo, drag queens e distribuzioni statistiche", scritto da Marco Capovilla. Sullo stesso Osservatorio il commento di Mario Tedeschini Lalli che ho riportato nel post precedente.


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Al fotografo che grida: "al lupo!"

via Lo Specchio Incerto by Rosa Maria Puglisi on May 14, 2007

Recentemente mi è capitato di leggere sul sito di Fotografia & Informazione (il cui link forse avrete già notato fra quelli di questo blog) un articolo di Marco Capovilla, docente al master di giornalismo dello Iulm e vicepresidente dell'associazione cui fa capo il sito sopracitato, semplicemente illuminante sulla situazione attuale dell'informazione e che è quasi un appello ai fotogiornalisti.

Questo scritto mette, infatti, pienamente in luce come nell'attualità giornalistica regnino spesso gli eccessi dello "spettacolo dell'informazione"- per gratificare la nostra fame di notizie eclatanti e, quindi, per soddisfare le esigenze del mercato editoriale - giungendo ai limiti dell'impostura, e potendo sempre contare su immagini ad hoc, non necessariamente ritoccate nell'aspetto, ma che sicuramente forniscono della realtà un'immagine letteralmente retorica, ovvero "abbellita" ed esasperata grazie alla nota figura retorica della sineddoche, quella per la quale una parte della cosa è scelta, solo una parte per esprimere il tutto (classico esempio: la vela per dire la barca a vela).

Per sua natura, la fotografia non può certo offrirci altro che una parte (della realtà) per il tutto, questo è evidente, e ciò che questo comporta al livello dell'informazione giornalistica, già in passato Capovilla ha avuto modo di segnalarlo (vedi link), supportato da un ancora più agguerrito Marco Vacca, presidente dell'Associazione Giornalisti dell'Immagine e reporter vincitore del World Press Photo '99. Quello che è meno evidente è però l'uso scorretto che si fa di questa peculiarità del mezzo.

Dobbiamo concordare con Marco Vacca quando afferma che: ""La cultura fotogiornalistica non sta nel Dna dei giornali italiani"; e sottolineare che sempre più si fa largo il bisogno di una più larga e capillare diffusione della cultura visuale come strumento essenziale per la comprensione della realtà, altrimenti sempre più confusa e confondibile, proprio in un momento storico in cui molti considerano l'informazione giornalistica e fotogiornalistica come puro vangelo e ad essa si affidano per farsi una (propria?) opinione del mondo.

Ma ecco il link all'articolo, e buone riflessioni!

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Cronaca, foto e informazioni marginali

Dal blog di Mario Tedeschini Lalli "Giornalismo d'altri" su kataweb, leggo e riporto

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Cronaca, foto e informazioni marginali

via Giornalismo d'altri by mariotedeschini on May 16, 2007

Grazie al sito Libertà di stampa e diritto all'informazione, leggo "Giornalismo, drag queens e distribuzioni statistiche" su Fotografia&Informazione. E' un accorato e analitico pezzo nel quale Marco Capovilla analizza l'uso delle fotografie da parte di giornali e siti di informazione nel contesto del recente allarme siccità in Italia.

Confrontando le foto pubblicate con alcune del Po da lui riprese a Cremona e a Piacenza, Marco scopre, purtroppo, l'ovvio: "Ho visto il Po scorrere tranquillo, largo come sempre, carico di acqua, con le rive verdeggianti di pioppeti come sempre, forse con qualche sasso in evidenza in più lungo l'argine, a causa dell'abbassamento effettivamente registrato dalle autorità competenti. Un po' me l'immaginavo, avevo intuito la spropositata visualizzazione che ne avevano dato i media nei giorni precedenti. Ma la differenza di cui sono stato testimone è stata superiore ad ogni aspettativa". Laddove siti e giornali avevano pubblicato (e lui riprende nel suo pezzo) immagini drammatiche di fiumi in secca o addirittura di terra disseccata con tanto di vecchio contadino indiano seminudo.

Marco coglie questa occasione per discutere l'abitudine giornalistica a prendere il dettaglio, il particolare più sconcertante - magari vero - e farne parabola del tutto. A soffermarsi, come sottolinea giustamente, su eventi, avvenimenti, immagini che stanno ai margini della curva di "distribuzione statistica". "Si tratta di capire, tornando al vecchio criterio giornalistico, se a forza di cercare uomini che mordono cani non stiamo per caso trasformando, con la nostra professione al servizio dello 'spettacolo dell'informazione', la realtà che pretendiamo di raccontare in una maschera tragicomica, in una parodia, in una grottesca brutta copia alla quale nessuno potrà più credere."

E' un discorso pienamente condivisibile. Cui mi permetto di aggiungere alcune considerazioni.

1) Nell'uso delle fotografie questa tendenza è esaltata dalla virtuale scomparsa sui nostri giornali del giornalismo fotografico. Intendiamoci: i giornali sono pieni di fotografie, ma la fotografia è trattata come una "illustrazione", non come un elemento portante della "cronaca". Se si parla di governo, basta una foto qualunque di Romano Prodi, non necessariamente quella scattata ieri a Palazzo Chigi. Peggio ancora: se si parla di guerra in Iraq, una foto qualsiasi d'archivio andrà benone. Online poi, basta ricercare le immagini su Google. Questo uso "illustrativo" delle foto, è completamente introiettato dalle agenzie che a corredo dei propri servizi trasmettono immagini d'archivio.

2) La tendenza a privilegiare "l'uomo che morde il cane" è strettamente legata al modo di essere dei giornali. Oserei dire della comunicazione in genere. Ma nel caso della stampa italiana si aggiunge quella che io chiamo la "psicologia del più uno", una tendenza generalizzata di direzioni e uffici centrali (almeno negli ultimi 25 anni) a forzare sempre la notizia, a scegliere sempre il dato più eclatante, anche se incerto (chi si ricorda i titoli sui "Ventimila morti alle Torri gemelle", solo perché un ministro italiano aveva aperto bocca nelle ore immediatamente successive al disastro?). Mi ricordo un vecchio caporedattore di notte in un quotidiano degli anni '80 che di fronte a un redattore che gli annunciava che in un disastro aereo i morti erano alla fine meno di quanto strillato in prima edizione in prima pagina, commentava: "Ma così mi smosci tutto!"

3) Una tendenza, sempre del giornalismo italiano, a considerare relativamente secondari i fatti, i dati. A inseguire le "verità di fondo", a chiedersi se una cosa sia "verosimile", più che "vera". Così di fronte all'allarme per la siccità (dando, qui, per scontato che sia un allarme fondato), il giornale non va neppure a cercare la foto del Po in questi giorni, ma se anche la cercasse e la trovasse visivamente in contrasto con la "verità di fondo" del pezzo, sceglierebbe di non pubblicarla. In questo contesto non vale neanche la pena di andare su un ponte di Piacenza e scattare una foto.

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29 marzo 2007

DVIDS: Military Photojournalism Showcase

DVIDS è una sezione del Third Army/U.S. Army Central Public Affairs Office. La funzione di DVIDS è di soddisfare le richieste di video, audio e immagini riguardanti operazioni militari dell'esercito USA in zone di guerra (si occupa anche di coordinare interviste con soldati e comandanti e rende disponibili archivi relativi ad operazioni in atto in tutto il mondo). Tutti i materiali sono realizzati da appartenenti all'esercito. Sottoscrivendo una newsletter (ma non ho capito come si fa!) è possibile ricevere quotidianamente un link che indirizza alle immagini realizzate il giorno stesso dai fotografi-soldato nelle zone delle operazioni. Da quello che ho capito è inoltre possibile ricevere le immagini in alta risoluzione semplicemente inviando una richiesta via e-mail.

La facilità di accesso ad immagini realizzate sul campo tende a semplificare la pubblicazione di foto edulcorate e controllate dall'esercito, e quindi rende tutto il servizio un'operazione di propaganda mediatica. Però - devo ammettere - sono rimasto colpito dalla bravura di questi fotografi-soldato: alcune immagini sono proprio ben fatte e sottintendono una formazione professionale di buon livello (immagino avvenuta fuori dall'esercito, ma non ne sono così sicuro).
Qui trovate il link alle immagini dell'ultima settimana (suddivise per giorno di realizzazione) scattate soprattutto in Iraq.

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28 marzo 2007

Getting Started In Photojournalism

Jim McNay, presidente della NPPA nel 1996 e ora docente di fotogiornalismo al Brooks Institute of Photography, ha scritto una guida on line per gli studenti di fotogiornalismo intitolata "Getting Started in Photojournalism" (una traduzione molto libera potrebbe essere "Iniziare la professione di fotogiornalista"): la potete trovare sul sito della NPPA sotto "Professional Development" e poi cliccando su "Students".

Il sommario prevede sette capitoli sviluppati come risposte alle seguenti domande:
  • Quali sono le qualità più importanti per iniziare la carriera?
  • E' importante la formazione scolastica?
  • Quanto sono importanti i prodotti video o multimediali?
  • Come può diffondere il proprio lavoro un fotogiornalista emergente?
  • Quanto sono importanti le didascalie?
  • Quali sono le strade per svolgere un praticantato?
  • Come incrementare possibilità e opportunità di lavoro?
Da leggere (in inglese)


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27 marzo 2007

BOP and Hicks

Carolyn Cole del Los Angeles Times è stata nominata Fotogiornalista dell'Anno dalla National Press Photographers Association nel concorso annuale Best of Photojournalism (cliccate sul link per vedere tutti i vincitori e soprattutto la categoria relativa ai prodotti multimediali). Ma è da segnalare il secondo posto del solito Tyler Hicks (New York Times) già segnalato come Newspaper Photographer of the Year nel POYi (vedi precedente post)

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23 marzo 2007

POYi

Annunciati i vincitori della 64° edizione del concorso Pictures of the Year: Tyler Hicks del New York Times è stato nominato 2006 Newspaper Photographer of the Year, a Christopher Anderson della Magnum il titolo di Magazine Photographer of the Year. Come dice Peter Marshall su About Photography
"Fa piacere vedere premiato un fotografo (Hicks; ndr) che è stato ingiustamente criticato su alcuni blog per la didascalizzazione di una sua immagine scattata in Libano lo scorso anno"
Da segnalare i riconoscimenti ai lavori multimediali i cui links riporto qui sotto (meritano una visione):

Best Multimedia News Story or Essay
  1. Los Angeles Times | “The Lifeline” | Photography and Audio: Rick Loomis
  2. MediaStorm | “Bloodline” | Photography, Video and Audio: Kristen Ashburn
  3. Palm Beach Post | “Train Jumping” | Photography: Gary Coronado
Best Multimedia Feature Story or Essay

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22 marzo 2007

Territoires de fictions

"Territoires de fictions è il progetto di un gruppo di 52 fotografi francesi decisi a ridefinire il linguaggio del fotogiornalismo in collaborazione con creativi, montatori, operatori audio e grafici, al fine di realizzare un lavoro sull'identità francese. Da questa collaborazione è nata un nuovo prodotto chiamato "POM" (Petite oeuvre multimédia ovvero Piccola Opera Multimediale). Mischiando giornalismo, creatività, emozione ed astrazione, POM, diffusa in esclusiva su LeMonde.fr durante la campagna presidenziale, offre una varietà di sguardi sulla Francia del 2007."
(da LeMonde.fr)

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19 marzo 2007

Mucche multimediali

Quest'anno ho tenuto un breve corso di Tecniche di Fotogiornalismo alla Scuola di Giornalismo dell'Università Cattolica di Milano e ho impostato le lezioni in modo da consentire agli allievi la realizzazione di un lavoro multimediale, che prevedesse l'utilizzo combinato di immagini e contributi sonori.
Abbiamo scelto come macro-tema quello dell'agricoltura in città, sviluppato su micro-temi che hanno documentato l'attività di singole Cascine situate alle porte di Milano.
I risultati li potete vedere a questa pagina web (una sezione di magCity, quotidiano on line realizzato dagli studenti della Scuola di Giornalismo): non sono particolarmente esaltanti dal punto di vista fotografico, ma considerando diversi fattori (il fatto che nessuno degli allievi sarà mai un fotogiornalista, il periodo limitato di tempo a disposizione, la stagione non troppo favorevole all'argomento, la brevità di un corso "facoltativo") possiamo considerarci soddisfatti della nostra prima volta.
Sicuramente con tempi, mezzi e motivazioni adeguate i ragazzi avrebbero potuto fare di più e, mi viene da dire, sicuramente di più - se lo abbiamo fatto noi - potrebbero fare i vari siti dei nostri quotidiani.

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|| Leo Brogioni, 21:43 || link || (0) commenti || ||

16 marzo 2007

Fotogiornalismo in video

La mia playlist su YouTube: video, filmati e audiovisivi su fotografia e fotogiornalismo.

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13 marzo 2007

Getty acquisisce Scoopt

Getty Images ha acquistato Scoopt, un'azienda con base a Glasgow in Scozia che tramite il suo sito scoopt.com raccoglie e distribuisce foto e video realizzati da non professionisti (in altri termini un'agenzia di vendita immagini di cittadini giornalisti).
Non sono stati comunicati i dettagli economici dell'operazione.
I fotocittadini che inseriscono immagini su scoopt.com mantengono diritti e proprietà sulle foto ma concedono un'esclusiva di un anno all'agenzia per la cessione delle loro immagini.

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Afghanistan: esercito USA distrugge immagini di due giornalisti AP

L'esercito USA ha giustificato l'iniziativa di un suo militare che ha costretto due giornalisti dell'AP a distruggere foto e filmati realizzati per documentare gli effetti di una bomba fatta esplodere da un kamikaze a Barikaw in Afghanistan, ordigno che ha causato 8 morti e 34 feriti. Prima il militare e poi fonti ufficiali dell'esercito USA hanno sostenuto che la pubblicazione delle immagini poteva compromettere l'inchiesta militare sull'episodio e portare a false conclusioni. AP ha inoltrato una protesta e Kathleen Carroll (Executive Editor di AP) da New York ha dichiarato che "In una società democratica, deve essere permesso a giornalisti accreditati di svolgere il proprio lavoro senza vedersi sequestrare il materiale o distruggere le immagini realizzate".
Ulteriori informazioni su Editor&Publisher

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|| Leo Brogioni, 13:17 || link || (0) commenti || ||

E' morto Jean Baudrillard

Jean Baudrillard, filosofo e sociologo francese, è morto Martedì 6 Marzo a Parigi dopo una lunga malattia. Nei suoi scritti numerose riflessioni sulla fotografia e in particolare sul fotogiornalismo. E' stato anche un appassionato e fedele frequentatore del Festival Internazionale di Fotogiornalismo "Visa pour l'Image". Il quotidiano Le Monde, per celebrarne la scomparsa, ha recentemente messo on line una sua intervista in cui si parla di fotografia di reportage intitolata "Le reportage en son miroir"

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Francia: al bando i cittadini giornalisti

In Francia è stata approvata una legge che vieta a cittadini che non siano giornalisti di riprendere e diffondere immagini di atti di violenza, compresa ovviamente la violenza usata da esponenti delle forze dell'ordine. Una norma che mette al bando i "cittadini giornalisti" e che rischia di essere un modo per non punire gli eccessi della polizia. Numerose le proteste di associazioni per la tutela dei diritti dei cittadini, alcune delle quali hanno fatto notare che la scelta della data di promulgazione della legge è particolarmente infelice perchè coincide con il 16° anniversario della morte di Rodney King, il ragazzo di colore ucciso da agenti della polizia di Los Angeles il 3 Marzo 1991 dopo un pestaggio che fu filmato da un videoamatore.
Ulteriori informazioni su Yahoo News

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13 febbraio 2007

Caratteristiche di una buona fotografia di news

Quali caratteristiche deve avere una buona fotografia di news? Reuters lo fa sapere a tutti i cittadini giornalisti interessati a collaborare con il sito Yahoo! You Witness News, distibuito proprio dall'agenzia inglese, con un comunicato pubblicato pochi mesi fa. Come dice Dennis Dunleavy, questa definizione potrebbe essere utile a molti studenti di fotogiornalismo.

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|| Leo Brogioni, 16:42 || link || (0) commenti || ||

Anche AP scopre il citizen journalism

AP ha annunciato un partnership con il sito NowPublic.com che raccoglie contenuti prodotti da cittadini giornalisti al fine di distribuire tali materiali tramite il suo network. Maggiori dettagli e il comunicato stampa di AP su Cyberjournalist.net, sul blog di Dennis Dunleavy e su journalism.co.uk

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|| Leo Brogioni, 16:29 || link || (0) commenti || ||

11 febbraio 2007

Reuters ghostbusters

Già avevo scritto dei fantasmi che tormentano Reuters dopo il caso Haji di questa estate, bene stanno ancora tentando di scacciarli, stavolta con le norme di autoregolamentazione per l'uso di Photoshop, ovvero "Report on Reuters actions after publishing altered photographs. A brief guide to Reuters values and standards".

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|| Leo Brogioni, 17:12 || link || (0) commenti || ||

Ri-cittadino giornalista

Ma quanto è diffuso il citizen photojournalism?
Per averne un'idea si può leggere questo interessante articolo di Robin Good (Alessandro Banchelli) pubblicato su masternewmedia: il titolo è esaustivo "Come vendere le tue foto online: una mini-guida per citizen journalists su come far fruttare gli scatti più memorabili fatti col tuo cellulare".

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05 gennaio 2007

Piccoli equivoci tra una foto e la sua didascalia

Sul quotidiano il manifesto di ieri un interessante articolo di Giorgio Boatti che potrebbe tranquillamente essere un "osservatorio" di Fotografia&Informazione. Il titolo è: Piccoli equivoci tra una foto e la sua didascalia, sottotitolo: " Non sempre la fotografia è un reperto storico: negli archivi Alinari, la cui nuova sede è stata inaugurata a Firenze, una immagine della visita in Argentina di Pio XII. Che da papa non si mosse da Roma"
Questo il concetto centrale:
(...) la fotografia è un documento storico se messo nelle mani degli storici o, comunque, affidato alle cure di chi ha le conoscenze per contestualizzare il senso e i riferimenti portati da un'immagine. Nelle mani di qualcuno che non possiede queste competenze o che ha un'altra «missione» - la propaganda politica, per esempio, o, più banalmente, la più vasta commercializazione possibile delle immagini possedute - il senso, e l'uso, della fotografia possono cambiare.
Da leggere

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15 dicembre 2006

Reuters vuole scacciare i fantasmi delle manipolazioni

I am pleased to announce today that we are working with Adobe and Canon to create a solution that enables photo editors to view an audit trail of changes to a digital image, which is permanently embedded in the photograph, ensuring the accuracy of the image.
Con queste parole Tom Glocer (chief executive officer di Reuters) ha annunciato la collaborazione tra la sua agenzia, Adobe e Canon per lo sviluppo di soluzioni tecnologiche che permetteranno ai photo editor di scoprire eventuali manipolazioni effettuate sulle fotografie digitali. L'annuncio è stato seguito da rassicurazioni sulla fiducia di Reuters nei confronti del lavoro dei fotografi e dalla precisazione che ha indicato nella trasparenza del lavoro giornalistico di Reuters l'unico motivo di questa ricerca tecnologica. Questo il passaggio originale delle dichiarazioni, rilasciate nel corso della conferenza "Trust in the Age of Citizen Journalism" tenutasi a Tel Aviv lo scorso 11 Dicembre.
It is important to say that we sought this technical solution, not because we don’t trust our photographers – far from it. I am incredibly proud of the amazing and dangerous work our photographers and journalists do. They all too often risk their lives to get the photograph that tells the true story of a conflict or captures the horror of war. The threat of injury or death is a daily hazard for many.
No, we sought a technical solution so that we had total and full transparency of our work. It’s what we stand for. It’s what we’ve always stood for. And we hope that it will provide reassurance to editors and consumers of our services.
Evidentemente la scottatura presa questa estate con il caso Hajj brucia ancora

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14 dicembre 2006

Aggiornamenti da Fotografia&Informazione

Ctrl+c dalla newsletter di Fotografia&Informazione

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13 dicembre 2006

A rischio il fotogiornalismo professionale?

Avrei voluto scrivere un bel post sul reportage assemblato con materiale fotografico inserito su Flickr da cittadini giornalisti e selezionato da Chris Strimbu (producer di Yahoo!News), il quale vi ha poi aggiunto un contributo audio di Ezra Palmer (redattore di Yahoo!News): ma poi ho scoperto che ci aveva già pensato LSDI Fotogiornalismo con il bell'articolo "La rete spingerà il fotogiornalismo professionale fuori dal mercato?". Un ottimo riassunto comprensivo di links e dei vari commenti apparsi on line. Sicuramente non avrei saputo fare meglio e quindi ve lo segnalo e mi evito la fatica di scrivere. Peccato che non compaia il nome del redattore di LSDI che ha curato il pezzo: all'anonimo autore i miei complimenti.

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Resoconto incontro con Pagetti

Un resoconto dell'incontro con il fotogiornalista Franco Pagetti svoltosi il 27 Novembre 2006 a Milano è stato pubblicato da LSDI (a cura di Maria Itri).

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11 dicembre 2006

Prima Visione 2006

Con piacere pubblico questo comunicato dell'Associazione Belvedere

PRIMA VISIONE 2006. Fotografie di un anno da Milano al mondo
Anche quest'anno, visto il successo della precedente edizione, la Galleria Bel Vedere propone la mostra "Prima visione 2006. Fotografie di un anno da Milano al mondo", per valorizzare il lavoro dei fotografi che operano a Milano ed offrire un'importante occasione di incontro e di confronto tra fotografi già affermati e giovani emergenti. Possono partecipare tutti gli autori italiani o residenti in Italia che vivono a Milano o che la considerano come loro base operativa. Ogni autore può inviare fino a un massimo di dieci fotografie singole e/o due reportage in bianconero o a colori, realizzati in analogico o in digitale. Le immagini devono essere accompagnate da un breve curriculum dell'autore e da un testo introduttivo, anche breve. Le fotografie, non importa se già pubblicate o inedite, devono essere state realizzate nel corso dell'anno 2006 e possono essere inviate via mail (preferibilmente) alla galleria (primavisione@gmail.com) oppure inviate o consegnate in forma cartacea o su un CD entro il 7 gennaio 2007, in via Santa Maria Valle 5 (la Galleria è aperta fino al 21 dicembre dalle 13 alle 20, lunedì escluso. Nei giorni di chiusura, rivolgersi alla portineria). Una giuria, composta da professionisti tra cui Uliano Lucas, Tancredi Mangano e Francesco Zanot sceglierà le fotografie da esporre in una mostra collettiva, che verrà presentata all'inizio del 2007 negli spazi della Galleria. Gli autori selezionati si impegnano a fornire negativi, diapositive o files da cui verranno stampate a spese di Bel Vedere le fotografie da esporre. Chi intende fornire direttamente le stampe dovrà concordarne il formato con la galleria. I visitatori della mostra avranno naturalmente la possibilità di acquistare le fotografie esposte, di cui la galleria si impegna comunque, come propria abitudine, ad acquistare alcune immagini scelte tra quelle presentate.

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04 dicembre 2006

Svelato il vincitore del Pulitzer del 1980

Nel 1980 il Premio Pulitzer nella categoria Spot News Photography venne assegnato ad un anonimo fotografo della United Press International per un'immagine intitolata "Firing Squad in Iran" (Plotone di Esecuzione in Iran) che mostrava la fucilazione di un gruppo di ribelli Curdi da parte dell'esercito iraniano. L'identità del fotografo era stata tenuta segreta per proteggerlo da eventuali ritorsioni (unica volta nella storia del Pulitzer). Nel numero del 2 Dicembre 2006 il Wall Street Journal ha rivelato il suo nome e ha dedicato un ampio servizio alla sua storia: Jahangir Razmi - questo il nome del fotoreporter - nell'agosto del '79 scattò più di 70 immagini di un'esecuzione sommaria avvenuta all'aeroporto di Sanandaj in Kurdistan, una di esse fu proclamata vincitrice del Pulitzer, la altre sono rimaste nel suo archivio fino ad oggi quando per la prima volta il WSJ le ha rese pubbliche sul suo sito internet.

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|| Leo Brogioni, 23:01 || link || (0) commenti || ||

Leonard Freed 1929-2006

E' morto Leonard Freed, uno dei pochi maestri del fotogiornalismo: ho usato e userò molte sue immagini durante le mie lezioni, spesso faccio un confronto tra questa e quest'altra per parlare degli elementi costitutivi di un'immagine fotografica.

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|| Leo Brogioni, 22:45 || link || (0) commenti || ||

30 novembre 2006

Unembedded photojournalists

I fotogiornalisti free lance Thorne Anderson e Kael Alford hanno presentato ieri a Old Main (USA) il libro “Unembedded: Four Independent Photojournalists on the War in Iraq”. Un volume che contiene fotografie di Anderson, Alford, Ghaith Abdul-Ahad and Rita Leistner: fotoreporter che hanno documentato il conflitto da unembedded, ovvero senza essere "incastrati" nelle truppe americane, ma come indipendenti. Durante la presentazione si sono proiettate alcune immagini del libro, ma soprattutto si è discusso sul tema della copertura mediatica della guerra in Iraq.
I due fotogiornalisti hanno sottolineato le differenze tra media americani e media internazionali nell'uso delle immagini relative al conflitto iracheno, evidenziando il fatto che, sulle testate statunitensi, le fotografie meno scioccanti e più commerciali hanno la precedenza su tutte le altre, a scapito di una corretta e completa informazione sulla guerra. Un resoconto dettagliato della conferenza si può leggere su The South End. Di seguito potete guardare un audiovisivo di presentazione del libro che ho trovato su YouTube.

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|| Leo Brogioni, 16:12 || link || (0) commenti || ||

29 novembre 2006

Life (breve audiovisivo)



E con questo ho provato anche MyHeavy: che forse è più bello graficamente e non mi ha nemmeno chiesto la registrazione

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|| Leo Brogioni, 23:43 || link || (2) commenti || ||

28 novembre 2006

Periscope: uno sguardo sul fotogiornalismo

La cittadina basca Vitoria-Gasteiz ospita fino al 3 Dicembre la rassegna "Periscope, uno sguardo sul fotogiornalismo": programma di otto mostre allestite nei quartieri storici e nel centro della città. Tra esse "Workers" di Sebastiao Salgado, "Final Salute" di Todd Heisler e "Diamond Matters, from mines to jet-set" di Kadir Van Lohuize.

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24 novembre 2006

Ri privacy

Oltre ai precedenti articoli segnalati, Rivist@online pubblica un'intervista al fotografo Gianpaolo Romagnosi sempre sul tema della Privacy in fotografia: Gianpaolo Romagnosi, la voce del fotografo, di Francesca Orsi

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|| Leo Brogioni, 22:59 || link || (0) commenti || ||

WPP a Dakar

Per la prima volta la mostra del World Press Photo si tiene anche nella capitale senegalese Dakar: lo ha annunciato l'organizzazione del più conosciuto concorso internazionale di fotogiornalismo. La mostra si svolge (si sta svolgendo) dal 23 Novembre al 14 Dicembre. Ancora una notizia che conferma quanto detto sul "fotogiornalismo dal secondo mondo".



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|| Leo Brogioni, 18:20 || link || (0) commenti || ||

L'edizione digitale del Mirror e il copyright dei fotografi

Il Daily Mirror metterà a disposizione on line i suoi archivi: i numeri dal 1903 ad oggi, con circa 1.25 milioni di pagine disponibili, si potranno scaricare in formato pdf. Il giornale sta ancora mettendo a punto gli ultimi dettagli tecnici e burocratici. Tra questi ultimi non secondari sono i problemi relativi al copyright delle immagini: molte delle fotografie pubblicate sono di fotografi i cui diritti sulle immagini sono scaduti o sono stati acquisiti dall'editore, ma altre immagini sono ancora tutelate dal copyright. Dovranno quindi essere contattati i fotografi titolari di questi ultimi per regolarizzare la ri-pubblicazione on line delle loro vecchie fotografie.



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|| Leo Brogioni, 18:10 || link || (0) commenti || ||

I chiarimenti di Getty sulla tariffa per Lifesize

Getty ha precisato che i fotografi (nuovi collaboratori) dovranno pagare una tariffa per accedere alla galleria di immagini on line Lifesize (50$ ad immagine o un '"abbonamento" per 10 immagini a 250$) solo dopo aver firmato un contratto con l'agenzia che quest'ultima stipulerà se ritiene che le fotografie proposte abbiano tutti i requisiti necessari (estetici e legali) per la vendita.



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|| Leo Brogioni, 17:49 || link || (0) commenti || ||

20 novembre 2006

La tariffa di Getty

Getty Images chiederà ai fotografi che vogliono inserire le loro immagini nella galleria on line del suo archivio una tariffa di 50$ ad immagine (o di 250 $ per dieci immagini) precisando che ogni fotografo potrà inserire al massimo 40 immagini all'anno. L'operazione è stata decisa in vista del lancio della collezione Lifesize, aperta a tutti i fotografi le cui immagini abbiano adeguati standard tecnici e legali. Getty chiede un'esclusiva di due anni su ognuna delle foto inserite su Lifesize, tratterrà il 30% su ogni vendita e garantisce che basterà cedere una volta i diritti di riproduzione di ogni immagine per ammortizzare la tariffa richiesta. Pagare per credere!

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|| Leo Brogioni, 20:16 || link || (0) commenti || ||

College Photographer of the Year

L'Università del Missouri ha comunicato i vincitori della 61° edizione del concorso College Photographer of the Year (ad oggi il sito non è aggiornato): premio riservato ai lavori di studenti di quelle Università (più di 65!!) che prevedono un corso di fotogiornalismo. Il premio, istituito nel 1945, non vuole dare l'illusione a qualcuno di essere già un fotoreporter ma solo riconoscere un talento e stimolare i vincitori ad un approfondimento della conoscenza di quello che potrebbe essere il loro settore professionale. A Photo A Day segnala che Matt Eich è stato proclamato vincitore dopo aver ricevuto quest'anno anche un riconoscimento dallo Ian Parry Award: un talento di cui sentiremo ancora parlare?

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|| Leo Brogioni, 16:09 || link || (0) commenti || ||

16 novembre 2006

Conferenza sul fotogiornalismo a Verona

Il 13 Dicembre 2006 a Verona conferenza sulla fotografia di reportage intitolata "Vivere per raccontare", relatori Stefano De Luigi (fotografo dell'agenzia Contrasto) e Denis Curti (direttore della sede milanese dell'Agenzia Contrasto), moderatore Mauro Fiorese.
Incontro che si svolge nell'ambito dell'iniziativa IDENTITA’ FOTOGRAFICHE - ruoli e protagonisti della fotografia contemporanea, a cura del Centro Internazionale di Fotografia Scavi Scaligeri di Verona e di Mauro Fiorese.
Orario: 17.00 – 19.00 Sala convegni del Banco Popolare di Verona e Novara, Piazza Nogara, Verona. Ingresso Libero. Informazioni: 045.8046922

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|| Leo Brogioni, 22:37 || link || (0) commenti || ||

Rory Peck Award ad un free lance iracheno

A proposito di giornalismo dal secondo mondo: ad Ali Fadhli, medico iracheno diventato cameraman free lance, è stato assegnato il Rory Peck Award (premio che dà sostegno morale ed economico a free lance in stato di bisogno, alle famiglie di free lance uccisi, arrestati o feriti gravemente nel corso del proprio lavoro). Sfruttando le sue conoscenze e i suoi contatti di medico nativo del posto, Ali Fadhil ha filmato le conseguenze della guerra nella quotidianità irachena: per le sue inchieste approfondite e scomode ha ricevuto minacce di morte e intimidazioni da parte di imprenditori locali, pubblici ufficiali corrotti e truppe americane, la sua casa è stata distrutta ed insieme alla famiglia è caduto in una situazione di indigenza.

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|| Leo Brogioni, 22:01 || link || (0) commenti || ||

14 novembre 2006

Bruno Stevens e la foto della discarica libanese in fiamme

Bruno Stevens spiega con dovizia di particolari, su Lightstalkers, le dinamiche di realizzazione e pubblicazione della sua foto di un miliziano Hezbollah davanti ad una discarica in fiamme dopo un attacco israeliano: la foto aveva suscitato molte polemiche a causa di una didascalizzazione scorretta scritta dal Time. Sull'argomento si può leggere uno Speciale di Fotografia&Informazione che contiene un'intervista proprio a Bruno Stevens.

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13 novembre 2006

David Burnett

Conferenza di David Burnett in occasione dell'inaugurazione della sua retrospettiva "Measures of time" alla Union Gallery della University of Florida a Gainesville.
Dice Craig Lee sul suo blog: "Il suo senso dell'umorismo e il suo entusiasmo sono stati contagiosi". La conferenza si può ascoltare on line sul sito del College of Journalism and Communications della UF.

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|| Leo Brogioni, 17:57 || link || (0) commenti || ||

Lost War Images

Al Fasoldt ai tempi della guerra in Vietnam era uno dei cosiddetti fotografi-soldato che documentavano il conflitto per l'esercito e le sue riviste, come Stars and Stripes per la quale Al realizzò moltissime immagini. Tornato a casa Fasoldt preferì dimenticare la guerra e con essa le foto che aveva scattato. Poco tempo fa - dopo quasi 40 anni - ha sentito la voglia di ricordare e ha fatto una richiesta per avere indietro le sue fotografie, ma è venuto a sapere che il Pentagono aveva ordinato la distruzione di tutti i negativi delle immagini realizzate dai fotografi di Stars and Stripes. Nonostante fosse rimasto sconvolto dall'assurdità di una decisione che ha cancellato un patrimonio storico oltre che fotografico, Fasoldt non si è dato per vinto e si è ricordato di avere molte scatole contenenti i provini a contatto originali di quelle foto. Ha digitalizzato quelle piccole immagini ed è riuscito ad ottenere delle buone stampe che in questi giorni sono in mostra alla Biblioteca pubblica di Syracuse.

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|| Leo Brogioni, 00:24 || link || (0) commenti || ||

Vita quotidiana di fotografi americani

Grazie a Michele Trecate (Scrivere con la Luce) segnalo due interessanti testimonianze sulla vita quotidiana di un fotografo.

La prima è di John Loomis, che sul suo blog ci spiega perchè continua a collaborare da free lance con il New York Times, nonostante i 200$ al giorno di compenso elargiti dal più prestigioso quotidiano del mondo non siano sufficienti a vivere in una metropoli occidentale (e tra le righe vengono fuori i motivi per cui le grandi agenzie fotografiche sono le uniche a prosperare nel settore).

La seconda testimonianza è di Christopher Morris, che racconta in un video del Time le difficoltà nel fotografare il Presidente degli Stati Uniti per 5 anni, con il rischio della ripetitività delle immagini.

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|| Leo Brogioni, 00:02 || link || (0) commenti || ||

12 novembre 2006

Arnie Sachs

E' morto a 73 anni il fotoreporter statunitense Arnie Sachs, divenuto celebre per un'immagine scattata nel 1963 in cui riuscì a riprendere il futuro presidente Clinton (allora bambino) che stringeva la mano a John F. Kennedy. Ma ancora più meritevole nella sua carriera è stata la documentazione fotografica dell'attività di ben 11 presidenti degli Stati Uniti, da Harry S. Truman a George W. Bush, realizzata soprattutto per AFP con la quale ha collaborato per più di 20 anni.

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|| Leo Brogioni, 23:40 || link || (0) commenti || ||

E&P Photos of the Year

Editor&Publisher ha annunciato i vincitori del concorso annuale Photos of the Year: Thomas James Hurst del The Seattle Times ha vinto il primo premio con un'immagine di una famiglia pachistana sopravvissuta al terremoto dell'ottobre 2005. Una galleria dei vincitori delle varie categorie in cui è suddiviso il concorso è visibile sul sito di E&P.

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|| Leo Brogioni, 23:28 || link || (0) commenti || ||

Fotogiornalismo dal secondo mondo

I paesi che sono quotidianamente sulle prime pagine dei giornali internazionali hanno sviluppato - loro malgrado - una professionalità giornalistica autonoma e svincolata dal sistema dei media occidentali che merita di essere seguita e che non li fa più considerare paesi del terzo mondo (almeno un punto se lo sono guadagnato). Ecco degli esempi che riguardano il fotogiornalismo.

Dany Be è una leggenda del giornalismo e della fotografia in Madagascar, in una sua intervista pubblicata su Sobika, in occasione del 140° anniversario della stampa malgascia, ha dichiarato: "Oggi non facciamo più fotogiornalismo sulla stampa malgascia, facciamo illustrazione". Qualcuno dovrebbe dirgli che avviene lo stesso in Italia e in molti paesi del primo mondo: se continuano così guadagnano presto un altro punto.

Il 27 Ottobre sono stati annunciati i vincitori della terza edizione del Kaveh Golestan Photojournalism Award, premio fotogiornalistico iraniano dedicato alla memoria di Kaveh Golestan, reporter scomparso nel 2003 durante lo svolgimento del suo lavoro. Il vincitore della sezione "Best Picture Story" è stato Mehdi Ghasemi, con un servizio sulle manifestazioni svoltesi davanti all'ambasciata britannica di Teheran.

Il primo festival/concorso egiziano di fotografia (Egypt Photography Festival) si svolgerà dal 16 al 21 Dicembre a Il Cairo e prevede mostre e workshop. E' organizzato da TEN Tour una grossa agenzia di viaggio egiziana , ed è sostenuto dai ministeri egiziani della Cultura e del Turismo. Accetta proposte fino al 30 Novembre 2006, l'unica nota stonata è la tassa di partecipazione di 40$/50Euro. Sono però previsti premi sostanziosi per i vincitori delle due categorie (Natura-Ritratto e Viaggi): da 1.000 a 8.000 $. Il festival ha le referenze della Federazione Europea Fotografi Professionisti (FEP) e della PSA (Photographic Society of America). Nelle condizioni di partecipazione è scritto a chiare lettere che non verranno accettate fotografie di nudo.

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|| Leo Brogioni, 23:04 || link || (0) commenti || ||

11 novembre 2006

Fusco & Veteran's Day

Oggi negli USA è il Giorno dei Veterani (Veteran's Day) e il fotogiornalista Paul Fusco lo utilizzerà per inaugurare una sua mostra personale come protesta contro il tentativo del governo di nascondere le reali perdite dovute alla guerra in Iraq. Al Contemporary Art Museum di Ridgefield verranno esposte, fino al 25 Febbraio 2007, 46 fotografie del suo progetto "Bitter Fruit", una documentazione dei funerali di molti soldati uccisi in Iraq. "Bitter Fruit" è un antidoto a ciò che il fotografo ritiene essere un deliberato tentativo dell'amministrazione Bush di negare le vittime del conflitto, dice Fusco:
"la prova di questo sforzo sta nella chiusura alla stampa della base aerea di Dover: nessuno potrà così vedere la fila di bare avvolte nelle bandiere pronte ad essere trasportate a casa delle famiglie disperate"
Per saperne di più su Paul Fusco andate a leggervi questa intervista rilasciata dopo l'uscita di "Chernobyl Legacy", il libro che nessuno voleva pubblicare

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|| Leo Brogioni, 12:35 || link || (0) commenti || ||

07 novembre 2006

Bangladesh: fotoreporter torturato e arrestato

Reporters Sans Frontieres ha chiesto l'immediato rilascio del fotografo Shafiqul Islam Shafiq dell'agenzia Focus Bangla, il quale è stato torturato prima del suo arresto da parte dell'unità di polizia Rapid Action Battalion (RAB) avvenuto il 28 Ottobre 2006 a Shikdari Bazar nella regione Rajshahi in Bangladesh mentre stava documentando una manifestazione di protesta. Alla sua apparizione davanti ad un giudice Shafiqul Islam Shafiq ha dichiarato di essere stato torturato per otto ore, prevalentemente con l'elettro shock. [via IFEX.org]

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|| Leo Brogioni, 14:24 || link || (0) commenti || ||

03 novembre 2006

Todd Heisler al NYT

Todd Heisler - fotogiornalista vincitore del Premio Pulitzer con il lavoro Final Salute - ha lasciato lo staff del Rocky Mountain News per aggiungersi a quello del New York Times.
Heisler durante la sua carriera ha ottenuto importanti riconoscimenti a livello internazionale per il suo lavoro, faceva parte anche del gruppo di reporter del Rocky Mountain News che nel 2003 vinse il Pulitzer per la copertura giornalistica degli incendi in Colorado, si è laureato nel 1994 alla Illinois State University.

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I premi del W. E. Smith Fund

Paolo Pellegrin ha vinto i 30.000 $ del Premio W. Eugene Smith per la fotografia umanitaria con il lavoro "MAKTA - It Is Written: A Journey Through the Lands of Islam": immagini in bianco e nero che raccontno le persone, le terre e la cultura dell'Islam.
Al fotografo ed editore Michael Itkoff sono andati i 5.000 $ del Premio Howard Chapnick per il progresso del fotogiornalismo (sempre organizzato dal W. Eugene Smith Fund): Itkoff è stato premiato per la sua rivista di fotografia documentaria Daylight.

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|| Leo Brogioni, 11:25 || link || (0) commenti || ||

Un altro premio per James Nachtwey

Appena un mese dopo aver vinto il Premio Heinz, James Nachtwey è stato proclamato vincitore anche del Premio TED che prevede un riconoscimento di 100.000 $.
Il premio è un riconoscimento a quelle personalità che hanno dimostrato si poter contribuire al miglioramento delle condizioni di vita del nostro pianeta: quest'anno - oltre a Natchwey - sono stati premiati il biologo Dr. E.O. Wilson e l'ex presidente Bill Clinton.

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serata-dibattito lunedì 6 novembre a Milano

Fotografia&Informazione
presenta

Fotogiornalismo ed etica

Lunedì 6 novembre alle ore 20.30, allo Spazio Forma, in Piazza Tito Lucrezio Caro 1 a Milano, si terrà un dibattito organizzato da Fotografia & Informazione e dal GRIN (Gruppo Nazionale Redattori Iconografici): si parlerà di etica del fotogiornalismo, di manipolazioni digitali, di credibilità ed affidabilità del giornalismo visivo nel terzo millennio.

Fotogiornalisti, photoeditor, artdirector, giornalisti del’informazione visiva si confronteranno sulle sfide poste da un sistema dei media che da un lato ha sempre più bisogno di immagini credibili e dall’altro si trova sempre più a dover fare i conti con manipolazioni e messe in scena.

Hanno assicurato la loro presenza:

Sarà proiettato un breve video introduttivo che ripercorrerà i fatti di cronaca e proporrà una sintesi del dibattito sui principi etici del fotogiornalismo che ha animato la comunità dei fotoreporter negli scorsi mesi, a partire da alcune immagini manipolate pubblicate dai media nel corso del recente conflitto Israelo-Libanese.

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|| Leo Brogioni, 10:26 || link || (0) commenti || ||

24 ottobre 2006

La manipolazione delle immagini nel fotogiornalismo

Su Megachip intervista di Germana Pisa a Marco Capovilla - docente di fotogiornalismo all'università IULM di Milano e vicepresidente di Fotografia&Informazione - realizzata dopo un seminario di studio dei giovani della Cisl, svoltosi a Rota Imagna (Bg) il 20 e 21 settembre, nel corso del quale Capovilla ha tenuto una conferenza sul tema: “La manipolazione delle immagini: un secolo e mezzo di pratiche manipolatorie, nei regimi totalitari e nelle democrazie moderne”.

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14 ottobre 2006

ulianolucas.it

Una risorsa storica prima che fotografica il nuovo sito di Uliano Lucas: un archivio di immagini che ci consente un viaggio nella storia recente del nostro paese. Il tutto è di facile consultazione, molto veloce e anche esteticamente piacevole. Da non perdere.

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|| Leo Brogioni, 16:37 || link || (0) commenti || ||

11 ottobre 2006

Ancora privacy

Della privacy era tornata a parlare Fotografia&Informazione con un articolo di Marco Vacca e con la notizia dei direttori di quotidiani sanzionati per aver pubblicato la foto di un cittadino in manette: oggi ho trovato questo pezzo di Barbara D'Amico su RivistA, Fotogiornalismo tra privacy e dignità

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|| Leo Brogioni, 23:48 || link || (0) commenti || ||

Another brick in the Wal-Mart

Jim Tresher, fotografo del Washington Post da 25 anni, ha realizzato delle foto per un sito internet legato alla catena di supermercati Wal-Mart, infrangendo le regole del giornale riguardo alle collaborazioni esterne. Ogni tipo di prestazione professionale di uno dei giornalisti del Post deve seguire le direttive del giornale che prevedono il divieto di lavorare per un concorrente o per un gruppo politico di pressione (interest group): il sito in questione è stato creato da "Working families for Wal-Mart" un'associazione che ha sostenuto l'azienda durante le recenti dispute sui salari e sul trattamento dei dipendenti, e per questo considerata interest group.
Tresher ha dovuto togliere le sue immagini dal sito internet e - anche se aveva lavorato gratis, come volontario - ha dovuto restituire la somma che l'associazione gli aveva riconosciuto come rimborso spese. L'articolo di Joe Strupp su E&P

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