IL TRENO CHE NON C'E'
ph. Leonardo Brogioni

 


Nel 1964 è stata chiusa la tratta ferroviaria che collegava Calalzo di Cadore (BL) a Dobbiaco (BZ), il cosiddetto Trenino delle Dolomiti, così chiamato perché attraversava alcuni dei più noti paesi e paesaggi delle Dolomiti Orientali.

La chiusura della ferrovia ha comportato lo smantellamento dei binari, ma tutto il resto è rimasto: le stazioni, le recinzioni, le gallerie e i ponti sono ancora in loco, la linea è stata trasformata in una strada che d'inverno può essere percorsa con gli sci da fondo e d'estate con le biciclette. E' impossibile attraversare alcuni suoi tratti senza pensare al vecchio trenino, anzi si potrebbe dire che quest'ultimo è l'unica cosa che manca nel paesaggio.

Ho camminato a lungo sul tragitto del Trenino delle Dolomiti con una macchina fotografica e un cavalletto sulle spalle, riprendendo quelli che risultano essere sia i segni di un passato prossimo sia i veri motivi del suo abbandono: particolari grandi e piccoli che oggi rimangono a testimonianza di un'epoca (quella dell'Italia agricola e delle locomotive a vapore) e come documento del passaggio a quella successiva (del boom economico e industriale, del trasporto su gomma e del turismo di massa).

Leonardo Brogioni

Il lavoro originale (qui presentato con riproduzioni a bassa rioluzione) si compone di 55 stampe in bianco e nero, di formato 30x30 cm, eseguite su carta baritata dall'autore. Le riprese sono state effettuate con fotocamera Hasselblad e negativo Kodak T-Max100 sviluppato dall'autore.

 

Il trenino delle Dolomiti

Stupidamente secondo me, l'hanno abolito.
Restano le rotaie.
E il lamentoso fischio della locomotiva
in certe notti d'autunno,
quando il fantasma del trenino,
inconsolabile, arranca
lungo la parete del Pomagagnon

Dino Buzzati



In 1964 the railroad track that once connected Calalzo di Cadore, near Belluno, to Dobbiaco, near Bolzano, the so-called “Trenino delle Dolomiti” (the small train of the Dolomites), was closed down. It got its name from the fact that it used to cross all the most famous towns and landscapes of the Eastern Dolomites.

The closure of this railroad track meant that many of the tracks themselves were eliminated, but everything else has been left untouched: the stations, the fences, the galleries and the bridges are still on site and the path of the track has been transformed into a road that can be enjoyed with cross country skies in wintertime and on bicycles in the summer. It is impossible to cross parts of this track without thinking back to the old train; in fact one could say that this is the only element that is missing from the scenery.

I have walked many times along the route of the “Trenino delle Dolomiti” with a camera and a tripod over my shoulders, walking past what seem to be both the signs of a distant past and the effective reasons for its abandonment. There are large and small peculiarities that can toady be witnesses of one era (that of an agricultural Italy and of steam engines) and of the step to its following one (that of the economic and industrial boom, of transport on rubber and of mass tourism).

Leonardo Brogioni

The original work (which is here represented with low resolution reproductions of the originals), consists of 55 black and white prints, 30cm by 30cm. The pictures were taken using a Hasselblad camera and a Kodak T-Max 100 film, developed by the author.

 

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